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So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni a specchio

Giacomo Rizzolati, Corrado Sinigaglia
Raffaello Cortina, Milano 2006
pp. 225
ISBN:
8860300029

La scoperta dei neuroni specchio (mirror neurons) è stata e continua ad essere una delle più notevoli all’interno dell’amplissimo campo di indagine rappresentato dalle neuroscienze contemporanee. Questa agile opera divulgativa espone in maniera lucida ed approfondita la questione relativa alla classe neuronale che da molti anni a questa parte interessa tanto la comunità scientifica internazionale quanto la grande divulgazione. Ma cosa sono i neuroni specchio? Scoperti per la prima volta in scimmia di laboratorio (Macaca nemestrina), questi neuroni scaricano (cioè si attivano) sia quando la scimmia compie una determinata azione, sia quando essa osserva un conspecifico (o lo sperimentatore) mentre esegue la medesima azione. Questi neuroni sono stati poi scoperti anche in Homo sapiens. Quella prodotta dai neuroni specchio è un tipo di risonanza motoria interna automatica, che ci fornisce una rappresentazione immediata e pre-riflessiva di quello che stiamo osservando accadere. Si tratta cioè dell’acquisizione di una conoscenza profonda di quanto sta succedendo attorno a noi, che è interpretato dal nostro cervello come “in adeguazione” a quello che noi stessi viviamo quando facciamo quella medesima cosa. Nell’uomo, è stato scoperto che questi neuroni sono associati anche alla sensazione delle emozioni e degli stati d’animo altrui (come disgusto o angoscia): le attivazioni comuni di sistemi specchio, sia quelli motori che quelli associati alla “risonanza” delle emozioni, creano quella piattaforma empatica condivisa che ci permette di riconoscere quello che gli altri stanno facendo come facente parte del nostro stesso modo di vivere e di agire.

Il libro è diviso in diversi capitoli che riepilogano cronologicamente il percorso compiuto dalla equipe di ricerca del Rizzolatti: dagli studi iniziali sui cosiddetti neuroni canonici (che scaricano sia quando osserviamo un oggetto sia quando lo afferriamo, creando così una mappatura cerebrale delle possibilità di interazione che l’oggetto offre all’osservatore), passando per le prime sperimentazioni su Macaca nemestrina per indagare strutture e funzionamento dei neuroni specchio, per arrivare alle avanguardistiche tecniche di indagine che hanno permesso l’individuazione di questa speciale classe neuronale anche nella nostra specie. L’ampissima sezione bibliografica finale fornisce un substrato di approfondimento che pesca direttamente all’interno della letteratura specialistica sull’argomento. La scoperta dei neuroni specchio rappresenta un terreno fecondissimo per intavolare un dialogo interdisciplinare tra neuroscienza e filosofia. Non a caso, il coautore del libro è proprio un filosofo; inoltre, il gruppo di ricerca del professor Rizzolatti è famoso per unire al rigore dell’indagine scientifica una profonda conoscenza (non comune all’interno dell’ambito di ricerca neuro-biologico) di tutti gli scenari filosofici potenzialmente interesecantisi con gli argomenti sotto studio.

I punti di incontro tra sperimentazione neuroscientifica ed indagine filosofica, a questo riguardo, sono fondamentalmente due. Innanzitutto, la neuroetica può avvalersi della neuroscienza dei neuroni specchio per speculare sulla natura e sulle caratteristiche di un’ipotetica “morale neuronale”, che alcuni autori, proprio a seguito della scoperta dell’associazione tra neuroni specchio ed empatia, definiscono come “morale prima della morale” (Boella, 2008). Inoltre, la grande tradizione fenomenologica del Novecento (Husserl, Merleau-Ponty eccetera) riscopre nella neuroscienza dell’intersoggettività una base biologica preziosa e foriera di spunti di riflessione potenzialmente fecondi. Sta infatti nascendo in questi anni una nuova interdisciplina, subito battezzata “neurofenomenologia”. La scoperta dei neuroni specchio e l’indagine approfondita relativa al loro funzionamento rappresentano senza ombra di dubbio un punto di confronto obbligato “con” e “tra” aree del sapere oggi in grande sviluppo: le neuroscienze da una parte, e la riflessione filosofica scientificamente informata dall’altra. Per i profani di entrambi i campi del sapere, la lettura di questo libro è da consigliare senza esitazioni. Si tratta di guadagnare la presa di contatto con una branca della neuroscienza contemporanea che, per le sue implicazioni antropologiche profonde, è destinata a far discutere di sé ancora per molti anni. Sia in ambito strettamente empirico-sperimentale, sia all’interno di una discussione interdisciplinare allargata che, in dialogo con filosofia ed etica, potrà usufruire di alcuni preziosi insights neuronali per una definizione più completa di quella che viene solitamente definita come natura umana.

Amerigo Maria Barzaghi