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Storia dell’idea di tempo

Henri Bergson
a cura di Simone Guidi
Mimesis Edizione, Milano-Udine 2019
pp. 433
ISBN:
9788857556246

   

Va salutata con soddisfazione la decisione delle edizioni Mimesis di proporre, per la prima volta, al pubblico di lingua italiana le lezioni svolte da Henri Bergson tra il 1902 e il 1903 presso il Collège de France nell’ambito del Corso denominato “Storia dell’idea di tempo nei suoi rapporti con i sistemi”. Il volume, curato da Simone Guidi, ci offre un’accurata traduzione della trascrizione di un ciclo comprendente diciannove lezioni sulle diverse concezioni del tempo attraverso il pensiero dei filosofi classici fino a giungere ai principali pensatori del Seicento, Settecento e Ottocento. Una sorta di manuale tematico di storia della filosofia, incentrato sulla definizione e sul concetto di tempo.

I corsi universitari tenuti da Bergson, com’è noto, erano frequentati da moltissime persone, quasi fossero dei veri e propri eventi mondani, e rappresentano dei punti chiave per la produzione del filosofo francese perché ne accompagnano lo sviluppo del suo pensiero filosofico. Queste trascrizioni sono giunte fino a noi grazie all’intuizione dello scrittore Charles Péguy che non potendo assistere personalmente alle lezioni del Corso affidò a due stenografi l’incarico di trascrivere l’esatto contenuto delle lezioni. Bergson concepiva i suoi insegnamenti in parallelo alla stesura delle proprie opere, costituendo così, nel corso degli anni, un percorso didattico unitario. Appare interessante che il ciclo di lezioni sul tempo avvenga nel periodo immediatamente successivo alla cattedra di filosofia greca e latina per Bergson, il quale, considerato dagli intellettuali dell’epoca il primo metafisico della sua epoca, durante l’anno del Corso arriva a rovesciare l’assunto platonico e a prendere in considerazione, in maniera via via più definita, il concetto di eterno che si fa immagine immobile dell’assoluto e della durata.

Ogni lezione riportata nel volume presenta un breve sommario degli argomenti trattati che stimola e guida il lettore nell’approfondimento della filosofia di Bergson; lungo il testo invece si trovano numerose note esplicative e di rimando ai brani dell’edizione originale francese. Il testo è corredato da una prefazione di Rocco seguita da un’introduzione di Camille Riquier;  al termine del volume è presente  una postfazione e l’indice dei nomi.

Nelle prime quattro lezioni Bergson tratta dei concetti di assoluto e relativo, del segno e del concetto, del linguaggio e attraverso alcuni esempi – come quello dell’elettroscopio – inizia a delineare la concezione del tempo, sottolineando i concetti di unità e molteplicità della rappresentazione concettuale del tempo. Dalla quinta lezione in poi Bergson riprende il pensiero dei più importanti filosofi greci da Archimede a Zenone, si sofferma a lungo su Platone e la lettura del Timeo per poi dedicare alcune lezioni ad Aristotele, partendo dai concetti di idea e forma, di materia per arrivare all’eternità del tempo, il concetto di luogo, la percezione del tempo e la funzione dell’anima. Dall’undicesima alla tredicesima lezione Bergson passa in rassegna la filosofia di Plotino e ne mette in risalto la sua importanza per la consegna di una teoria della coscienza. Nelle ultime cinque lezioni Bergson ragiona sul passaggio dalla coscienza individuale alla durata universale e affronta il pensiero di Bacon, Cusano, Bruno, Keplero per poi arrivare alla matematica con Galileo e Newton fino ad affrontare le concezioni del tempo per Cartesio, Leibniz e Kant.