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Uomini e macchine. Scenari tecnologici e culturali

a cura di Massimo Negrotti Armando Editore, Roma 2017
pp. 272
ISBN:
9788869922688

Massimo Negrotti, curatore del libro, è stato titolare della Cattedra di Metodologia delle scienze umane a Urbino, dove ha diretto il Laboratorio per la Cultura dell’Artificiale (LCA). Il presente volume contiene alcuni contributi che offrono diverse prospettive interpretative sulle implicazioni culturali dello sviluppo tecnologico.

Nella prefazione leggiamo: «Le macchine, o meglio l’ambizione e la propensione a creare e usare macchine, sono dentro di noi ed è per questo che il mondo ne è pieno. Le culture umane co-evolvono con la tecnologia. Un fenomeno che, del resto, è attivo sin dagli albori della specie umana» (p.  10). Gli autori, partendo da diverse angolazioni disciplinari e professionali, offrono un contributo critico di stimolo alla riflessione contemporanea sulla rilevanza della tecnologia per la società. Vengono affrontate varie tematiche tra cui: il rapporto tra pragmatismo e tecnologia; risorse e criticità derivanti dalla presenza dei robot nella società (roboetica); musica e contemporaneità; sintesi di nuovi modelli informatici e relativi settori di utilizzo.  

Tra i contributi presenti segnaliamo l’articolo di Negrotti, nel quale l’A. mette in luce l’importanza di riflettere sulla “fisionomia più intima” della tecnologia, ossia sulle sue motivazioni, sulle fasi creative di ideazione e progettazione, non solo quindi sul prodotto macchina e sulla sua interazione con la vita delle persone. Il filosofo riconosce la tecnologia come “ambiente” che include in sé una pluralità di ambienti variamente caratterizzati e fa riferimento alla tecnologia dell’artificiale che ha come obiettivo «riprodurre oggetti e processi naturali, uomo compreso, attraverso le tecnologie convenzionali esistenti» (p. 104).

Ricordiamo inoltre l’articolo dello studioso Andrea Vaccaro, che  pone l’attenzione sul pensiero di Teilhard de Chardin, riproponendo alcune riflessioni del gesuita sulla tecnica, a partire da quelle contenute nella sua opera La formazione della noosfera.  «La prima funzione della tecnologia ha carattere di liberazione e di amplificazione della libertà umana, […] a seguire Teilhard indica come secondo aspetto la funzione di costruzione: la tecnologia edifica». (p. 146) Essa edifica, a suo avviso, “un corpo unitario di umanità” e ha il ruolo di “perfezionare la creazione”.

Il volume ha un taglio divulgativo, è destinato ad un ampio pubblico e ospita contributi assai distinti tra loro per approccio, orizzonte di ricerca e livello di profondità.

 E. P.