Lavoro, dal Catechismo della Chiesa Cattolica


337
È Dio che ha creato il mondo visibile in tutta la sua ricchezza, la sua varietà e il suo ordine. La Scrittura presenta simbolicamente l'opera del Creatore come un susseguirsi di sei giorni di “lavoro” divino, che terminano nel “riposo” del settimo giorno [1]. Il testo sacro, riguardo alla creazione, insegna verità rivelate da Dio per la nostra salvezza, [2] che consentono di “riconoscere la natura intima di tutta la creazione, il suo valore e la sua ordinazione alla lode di Dio” [3].
345
Il Sabato - fine dell'opera dei “sei giorni”. Il testo sacro dice che “Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto” e così “furono portati a compimento il cielo e la terra”; Dio “cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro”, “benedisse il settimo giorno e lo consacrò” [4]. Queste parole ispirate sono ricche di insegnamenti salutari.
378
Il segno della familiarità dell'uomo con Dio è il fatto che Dio lo colloca nel giardino, [5] dove egli vive “ per coltivarlo e custodirlo ” [6]: il lavoro non è una fatica penosa, [7] ma la collaborazione dell'uomo e della donna con Dio nel portare a perfezione la creazione visibile.
531
Durante la maggior parte della sua vita, Gesù ha condiviso la condizione della stragrande maggioranza degli uomini: un'esistenza quotidiana senza apparente grandezza, vita di lavoro manuale, vita religiosa giudaica sottomessa alla Legge di Dio, [8] vita nella comunità. Riguardo a tutto questo periodo ci è rivelato che Gesù era “sottomesso” ai suoi genitori e che “cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” [9].
533
La vita nascosta di Nazaret permette ad ogni uomo di essere in comunione con Gesù nelle vie più ordinarie della vita quotidiana: Nazaret è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo. . . In primo luogo essa ci insegna il silenzio. Oh! se rinascesse in noi la stima del silenzio, atmosfera ammirabile e indispensabile del lo spirito. . . Essa ci insegna il modo di vivere in famiglia. Nazaret ci ricordi cos'è la famiglia, cos'è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro e inviolabile. . . Infine impariamo una lezione di lavoro. Oh! dimora di Nazaret, casa del “Figlio del falegname”! Qui soprattutto desideriamo comprendere e celebrare la legge, severa certo, ma redentrice della fatica umana. . . Infine vogliamo salutare gli operai di tutto il mon do e mostrar loro il grande modello, il loro divino fratello [10].
901
“I laici, essendo dedicati a Cristo e consacrati dallo Spirito Santo, sono in modo mirabile chiamati e istruiti perché lo Spirito produca in essi frutti sempre più copiosi. Tutte infatti le opere, le preghiere e le iniziative apostoliche, la vita coniugale e familiare, il lavoro giornaliero, il sollievo spirituale e corporale, se sono compiute nello Spirito, e persino le molestie della vita se sono sopportate con pazienza, diventano “sacrifici spirituali graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo” [11]; e queste cose nella celebrazione dell'Eucaristia sono piissimamente offerte al Padre insieme all'oblazione del Corpo del Signore. Così anche i laici, operando santamente dappertutto come adoratori, consacrano a Dio il mondo stesso” [12].  
1049
“Tuttavia l'attesa di una terra nuova non deve indebolire, bensì piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente, dove cresce quel corpo dell'umanità nuova che già riesce a offrire una certa prefigurazione che adombra il mondo nuovo. Pertanto, benché si debba accuratamente distinguere il progresso terreno dallo sviluppo del Regno di Cristo, tuttavia, nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l'umana società, tale progresso è di grande importanza” [13].
1940
La solidarietà si esprime innanzitutto nella ripartizione dei beni e nella remunerazione del lavoro. Suppone anche l'impegno per un ordine sociale più giusto, nel quale le tensioni potrebbero essere meglio riassorbite e i conflitti troverebbero più facilmente la loro soluzione negoziata.
2184
Come Dio “cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro” [14], così anche la vita dell'uomo è ritmata dal lavoro e dal riposo. L'istituzione del giorno del Signore contribuisce a dare a tutti la possibilità di “godere di sufficiente riposo e tempo libero che permetta loro di curare la vita familiare, culturale, sociale e religiosa” [15].
2401
Il settimo comandamento proibisce di prendere o di tenere ingiustamente i beni del prossimo e di arrecare danno al prossimo nei suoi beni in qualsiasi modo. Esso prescrive la giustizia e la carità nella gestione dei beni materiali e del frutto del lavoro umano. Esige, in vista del bene comune, il rispetto della destinazione universale dei beni e del diritto di proprietà privata. La vita cristiana si sforza di ordinare a Dio e alla carità fraterna i beni di questo mondo.

 

[1] Cf Gen 1,1-2,4
[2] Cf Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 11
[3] Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 36
[4] Gen 2,1-3
[5] Cf Gen 2,8
[6] Gen 2,15
[7] Cf Gen 3,17-19
[8] Cf Gal 4,4
[9] Lc 2,51-52
[10] Paolo VI, discorso del 5 gennaio 1964 a Nazaret, cf Liturgia delle Ore, I, Ufficio delle Letture della festa della Santa Famiglia  
[11] 1Pt 2,5  
[12] Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 33  
[13] Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 39
[14] Gen 2,2  
[15] Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 67