Per consentire una maggiore comprensione della Proposta didattica e dunque degli obiettivi che essa si prefigge, proponiamo una sinossi del film Arrival (Denis Villeneuve, 2016) che verrà preso in analisi:
Dodici misteriose astronavi aliene compaiono sulla Terra, generando panico globale. La linguista Louise Banks, segnata dal dolore per la perdita prematura della figlia Hannah, morta adolescente a causa di una malattia rara, viene reclutata dall’esercito statunitense per comunicare con gli extraterrestri, affiancata dal fisico Ian Donnelly. Gli alieni comunicano attraverso simboli circolari che non seguono una struttura lineare: imparando la loro lingua, Louise inizia a percepire il tempo in modo non sequenziale. L’obiettivo è comprendere le intenzioni delle entità aliene prima che le potenze mondiali reagiscano in modo aggressivo.
All’interno dell’astronave, Louise e Ian incontrano due esseri extraterrestri, soprannominati “Tom” e “Jerry”. Le creature comunicano attraverso un linguaggio scritto composto da complessi simboli circolari (logogrammi) che non seguono una struttura lineare. Louise intuisce che, per comprendere davvero il loro messaggio, deve immergersi completamente nella loro lingua, abbandonando la struttura sintattica umana basata su passato, presente e futuro. Nel frattempo, la tensione internazionale cresce: alcuni paesi, tra cui la Cina, interpretano un messaggio alieno come una minaccia: "offrire arma". I governi interrompono la cooperazione, e il rischio di guerra aumenta.
Louise continua a studiare il linguaggio alieno e inizia a sperimentare visioni sempre più vivide della figlia Hannah. Louise comprende che il vero “dono” degli alieni è proprio il loro linguaggio, capace di trasformare la percezione del tempo. Le visioni della figlia che credeva ricordi passati si rivelano in realtà eventi futuri: scopre che sceglierà di avere una bambina destinata a morire giovane.
Nel momento di massima crisi globale, Louise utilizza la sua nuova percezione temporale per ottenere informazioni dal futuro ed evitare il conflitto globale. Gli alieni rivelano che il loro “dono” all’umanità è proprio la loro lingua, che altera la percezione del tempo.
Nel finale, Louise accetta consapevolmente il proprio futuro: il film si chiude con una riflessione sulla libertà, sul destino, sul linguaggio e sul valore dell'esperienza umana.