Questa proposta didattica accompagna gli studenti in un percorso che intreccia cinema, filosofia del linguaggio e teologia del dialogo. A partire dalla visione guidata di alcune sequenze del film Arrival (Denis Villeneuve, 2016), la classe viene condotta a riflettere sul rapporto tra differenza e paura, linguaggio e comprensione, pluralità e pluralismo religioso.
Il percorso non esplicita immediatamente il tema del dialogo interreligioso, lo fa emergere progressivamente. Il cinema diventa così spazio simbolico per interrogare il nostro modo di incontrare l’altro.
Durata: 4 lezioni
Classe: Scuola secondaria di secondo grado, classi IV
Ambito: Dialogo interreligioso e pluralismo
Metodologia didattica applicata: Didattica esperienziale ed ermeneutica, lezione frontale, lezione interattiva, cooperative learning e role playing, peer education
Strategie: Brainstorming strutturato, prodotti multimediali, mappa concettuale cooperativa, lavoro sulle fonti, circle time conclusivo, riflessione metacognitiva
Competenze da promuovere: :
• Comprendere le dinamiche del pluralismo religioso nel mondo contemporaneo
• Analizzare il concetto di dialogo come categoria teologica e culturale
• Valutare rischi e opportunità della pluralità religiosa
• Conoscere i documenti conciliari sul dialogo interreligioso
Cosa fare: Appena entrati in aula, scrivi alla lavagna una domanda: “Se domani arrivasse sulla Terra una civiltà completamente diversa dalla nostra, quale sarebbe la nostra prima reazione?” Raccogli risposte rapide (mediate da una o due parole al massimo) attraverso l’utilizzo del brainstorming: curiosità, paura, difesa, dialogo, conflitto. Apri un confronto a voce libera guidandolo attraverso questa traccia: “Non serve immaginare alieni. Ogni volta che incontriamo una religione diversa dalla nostra, accade qualcosa di simile.”
Perché: Il brainstorming serve a creare adesione emotiva con il tema e partecipazione attiva, gli studenti percepiscono fin da subito di essere protagonisti della lezione.
Cosa fare: Disegna una diagramma a torta con spicchi di diverse grandezze, senza però indicare al loro interno cosa rappresentano.
Il titolo di questo diagramma è: Religioni nel mondo.
Gli studenti, a turno, devono inserire le diverse religioni nei giusti spicchi, in base a quanti sono i credenti della specifica religione:
• Cristianesimo
• Islam
• Ebraismo
• Induismo
• Buddismo
• Non credenti
• Religioni tradizionali
• Nuovi movimenti religiosi
Successivamente, dopo aver inserito le varie religioni nei giusti spicchi e aver corretto eventuali errori, dovranno provare a stimare in che percentuale le singole religioni sono professate nel mondo. Accanto a ciascuna, chiedi inoltre: “Qual è una parola che la rappresenta?”
Emergeranno stereotipi, conoscenze frammentarie, intuizioni, pregiudizi.
Come ultima attività, chiedi di individuare almeno 4 elementi comuni alle grandi religioni.
Possibili esiti:
• Ricerca del senso ultimo
• Presenza del sacro
• Riti
• Testi fondativi
• Comunità
• Etica
Perché: La mappa rende visibile la pluralità religiosa come dato di fatto, fa emergere conoscenze pregresse e possibili pregiudizi e, inserendo dati oggettivi come le percentuali, sposta il discorso dal piano del “sentito dire” a quello del dato scientifico. Introduce implicitamente il tema: la pluralità non è un’opinione, è un dato storico e sociologico. Sappiamo rispettarla e accoglierla come una ricchezza o la viviamo come un problema?
Cosa fare: Visione guidata di alcune sequenze chiave di Arrival:
• Incontro tra Louise e Ian, ovvero tra linguaggio e scienza
• Primo contatto con gli alieni • La scoperta del linguaggio circolare
• Il fraintendimento della parola “arma”
• La scena finale sulla scelta Chiedi agli studenti di annotare quando nasce il conflitto narrativo, chi sceglie la forza e chi il dialogo, in quale momento cambia la prospettiva.
Tra una sequenza e l’altra, con una transizione narrativa, spiega come si dipana la storia del film e cosa accade nelle porzioni di film non viste.
Dopo aver finito la visione del film, lascia per casa alcune domande su cui riflettere, in modo che la visione non rimanga un momento a sé stante ma prolunghi la riflessione.
Domande guida
• Perché la parola “arma” genera paura?
• Il problema è l’intenzione degli alieni o l’interpretazione umana?
• Che rapporto c’è tra linguaggio e visione del mondo?
• Se potessi rivedere la tua vita dall’inizio alla fine, cambieresti qualcosa?
Perché: Il film, pur non parlando direttamente di religioni, è una potente metafora del dialogo interreligioso: non è la differenza a generare conflitto, ma l’incapacità di comprenderla.
Cosa fare: Scrivi alla lavagna una parola “ambigua” come Legge, Libertà, Tradizione, Salvezza. Chiedi agli studenti di definire la parola con una frase e accogli le risposte di tutti, scrivendo in modo sintetico alla lavagna le diverse risposte. Prova a fare un lavoro simile con una frase di carattere religioso come “Dio è uno”. Prendi 3 studenti e chiedi loro:
- Cosa significa per un cristiano?
- Per un ebreo?
- Per un buddista?
Perché: Gli studenti si accorgeranno che la stessa parola genera significati diversi e che il linguaggio religioso è stratificato e complesso. Le difficoltà nel dialogo interreligioso nascono spesso da equivoci più che da posizioni inconciliabili. Il linguaggio non è solo uno strumento di comunicazione, ma una forma di interpretazione del reale. Le religioni non sono solo sistemi di credenze, ma universi linguistici. Tradurre non significa sostituire parole, ma comprendere visioni del mondo.
Cosa fare: Attraverso una transizione narrativa, proponi alla classe questo scenario: “Dodici astronavi sono atterrate sulla Terra. Non sappiamo cosa vogliono.” Dividi la classe in gruppi:
• Governo prudente
• Governo militare
• Gruppo scientifico
• Organizzazione umanitaria
• Leader religioso
Tutti i gruppi hanno 5 minuti per pensare una strategia, che dovranno successivamente proporre alla classe. Dopo il confronto chiedi alla classe chi è stato più aggressivo nella sua strategia, chi si è chiuso, chi invece ha proposto il dialogo, chi ha ottenuto più consenso.
Perché: Gli studenti possono capire che la paura è una reazione naturale, umana e proprio per questa può essere compresa, governata, manipolata, strumentalizzata.
Cosa fare: Chiedi di scrivere su un foglio:
• 2 caratteristiche visibili della propria identità (es. genere, nazionalità, colore dei capelli/occhi, altezza)
• 2 caratteristiche invisibili (valori, paure, convinzioni, sogni…)
Non devono consegnarlo. Poni una domanda a cui rispondere sulla base di ciò che hanno scritto sul foglio: “Se giudico una persona solo per ciò che vedo, cosa rischio di perdere?”. Apri un confronto libero, avendo cura di dare spazio di intervento a tutti.
Perché: Le religioni sono spesso percepite solo attraverso segni esterni (velo, croce, riti, cibo…). Ma ogni tradizione ha una profondità invisibile.
Cosa fare: Chiedi alla classe di sintetizzare in 3 frasi i 3 aspetti su cui hanno lavorato. Quello che dovranno cercare di fare è individuare i 3 passaggi chiave per un corretto dialogo interreligioso. Tieni a mente un tuo modello, senza però importi che venga raggiunto. Concludi raccogliendo e sistematizzando le loro risposte. Esempio di modello:
- Prima di giudicare l’altro, bisogna capirlo.
- La paura porta al conflitto, mentre la comprensione porta alla pace.
- Le differenze non sono un pericolo, ma un’opportunità di crescita.
Cosa fare: Scrivi alla lavagna due parole:
- Pluralità
- Pluralismo
Chiedi alla classe di dividersi in due gruppi, effettuare una ricerca in classe su internet ed esporre i risultati. Gli studenti dovranno individuare il significato di queste due parole, come si applicano alle religioni, individuare i rischi che si corrono estremizzando i concetti o negandoli (integralismo, fondamentalismo, sincretismo, indifferentismo), portare un esempio storico o attuale. Una volta esposte le ricerche, sistematizza in modo chiaro i dati emersi distinguendo schematicamente alla lavagna le due prospettive.
Perché: Qui il percorso diventa esplicitamente critico e teorico, Gli studenti acquisiscono categorie concettuali solide.
Cosa fare: “Dopo aver ascoltato le vostre posizioni, vediamo come la Chiesa cattolica ha affrontato questa domanda nel XX secolo”. Introduci, dal punto di vista storico, due documenti fondamentali:
• Nostra Aetate (Capitoli 2 e 5)
• Unitatis Redintegratio (Capitolo 3)
Distribuisci brevi estratti selezionati, consigliamo i capitoli 2 e 5 per la Nostra Aetate e il capitolo 3 per la Unitatis Redintegratio.
Dopo aver letto questi frammenti, apri il dibattito con queste domande:
• Che atteggiamento propone la Chiesa verso le altre religioni?
• È una posizione di chiusura o apertura? Perché? Parlare di dialogo interreligioso durante l’ora di IRC significa andare oltre le opinioni personali e confrontarsi con i documenti magisteriali della Chiesa Cattolica.
Cosa fare: Domanda finale in circle time: “cosa avete fatto vostro attraverso questo modulo”?
Per la valutazione:
Opzione 1. Assegnare come compito per casa la scrittura di una breve riflessione (15 righe) rispondendo alla domanda: “La diversità religiosa è un problema o un’opportunità? Argomenta.”
Opzione 2 (se le varie attività avranno avuto una tempistica più rapida). Creazione di un manifesto di classe sul dialogo.