Tu sei qui

Analogia e autoreferenza

a cura di Gianfranco Basti e Claudio Antonio Testi Marietti 1820, Genova-Milano 2004
ISBN:
8821185532

Indice: Presentazione. - Franca D'Agostini, Autoriferimento e paradossi: una introduzione. - Alberto Cevolini, Analogia fisica, logica delle operazioni noetiche e autoreferenzialità: contributo al realismo riflessivo. - Joseph M. Bochenski, Sulla analogia. - Gianfranco Basti, Analogia, ontologia formale e problema dei fondamenti. - Alberto Strumia, L'analogia e le scienze. - Claudio A. Testi, Analogia, logica formale e paradossi. - Sergio Parenti, L'analogia dei nomi: dai paradossi al linguaggio teologico. - Bibliografia generale. - Notizia sugli autori.

Frutto del lavoro di un gruppo di ricerca interdisciplinare concepito e coordinato dall'Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena, il volume Analogia e autoreferenza si presenta come primo, impegnativo passo verso il chiarimento della natura di due paradigmi logico-teoretici, di due modi di pensare che racchiudono in se stessi il senso del filosofare classico-medievale, da una parte, e del filosofare moderno, dall'altra. Il gruppo di ricerca ha visto la partecipazione di filosofi, logici, fisici e matematici, i quali hanno intensamente lavorato assieme per oltre tre anni, in seminario continuo, presentando e discutendo scrupolosamente i rispettivi contributi, realizzando così un profondo scambio intellettuale e un modo di interazione che oggi difficilmente trova spazi per affermarsi anche all'interno delle istituzioni sociali che dovrebbero essere finalizzate proprio a questo obiettivo. Il volume è impreziosito dalla prima traduzione italiana del classico contributo di Joseph M. Bochenski, Sull'analogia .

Il tema del libro rispecchia l'urgenza, sentita nelle discipline scientifiche forse più che in quelle filosofiche e umanistiche, di chiarire i presupposti concettuali dei paradigmi di ricerca che orientano il pensiero contemporaneo, confrontandosi con le spesso fraintese o non del tutto sfruttate potenzialità dei principi paradigmatici del pensiero premoderno. Da qui appunto il titolo, sobrio ma rigoroso: Analogia e autoreferenza . Che l'autorefenzialità sia una caratteristica discriminante dell'epoca moderna, è un'osservazione banale che spesso viene adottata come alibi dalla ricerca meno impegnata a scoprire i propri presupposti fondativi e in fondo disinteressata a una visione di insieme che coinvolga anche le cesure rispetto al passato. Ma se si scava poco sopra la superficie, si scopre che la situazione è più problematica di quanto non possa sembrare. Prima di tutto: l'autoreferenza non è affatto una scoperta della modernità, come ben sa chi studia o ha studiato il problema dei paradossi o la teoria aristotelica-tomista della conoscenza. In secondo luogo: cos'è davvero discriminante fra l'uso classico e l'uso moderno del requisito autoreferenziale? E poi ancora: com'è stato possibile, non solo storicamente, il passaggio dall'analogia all'autoreferenza e con quali implicazioni teoretiche e metodologiche? E infine: cosa può ancora insegnare il paradigma analogico e quali potenzialità scientifiche possono essere ancora scoperte nella analogia? A tutte queste domande hanno provato a rispondere gli autori di questo volume.

Nel suo saggio Franca D'Agostini prova ad argomentare la possibilità di paradossi non autoreferenziali e di autoriferimenti non paradossali. Nella prima parte del contributo, l'Autrice sviluppa (con notevole capacità di sintesi) un chiarimento preliminare di alcuni concetti come riflessione, regresso, ricorsività, circolarità e così via, i quali sono ormai entrati a far parte in modo stabile del linguaggio scientifico e filosofico contemporaneo. Vengono quindi esposte le cause dell' ubiquità tipicamente moderna dell'autoriferimento. Nella seconda parte del saggio, l'Autrice discute in modo serrato i contributi più recenti della letteratura filosofica (in particolare gli studi di Stephen Yablo), provando a mettere in discussione il legame, troppo spesso dato per scontato, che associa la paradossalità a situazioni di tipo autoreferenziale, e indica infine le principali ragioni che consentono l'apparire della paradossalità in situazioni di bivalenza logica.

Alberto Cevolini propone di seguito uno studio sul rapporto esistente fra l'analogia e il principio di autoreferenzialità nella psicologia aristotelico-tomista. Obiettivo del saggio è mostrare la possibilità di una gnoseologia che includa in modo costitutivo il principio dell'autoreferenza, proponendo per tale approccio il nome di realismo riflessivo .

La parte centrale del volume è caratterizzata dalla strettissima correlazione che lega i contributi di Alberto Strumia, Claudio A. Testi e Gianfranco Basti, tutti esplicitamente impostati su una analisi densa e scrupolosa del paradigma analogico e delle sue eventuali implicazioni autoreferenziali a partire dallo studio classico di Joseph M. Bochenski,Sull'analogia , qui messo a disposizione del lettore per la prima volta in traduzione italiana (ad opera di Alberto Strumia).

Il saggio di Gianfranco Basti muove proprio dalla formalizzazione bochenskiana, mettendone in luce pregi e limiti, per oltrepassare i quali l'Autore si appoggia agli sviluppi più recenti della logica e dell'ontologia formale. L'obiettivo del saggio è principalmente quello di arrivare a una comprensione adeguata e radicale dell'analogia nel contesto del realismo filosofico di chiara ispirazione tomista.

Il saggio di Alberto Strumia entra invece nel merito della questione che concerne il rapporto fra scienza (in senso strettamente moderno) e analogia. Sfruttando gli strumenti della matematica insiemistica, Strumia chiarisce in modo brillante la struttura del discorso analogico, restando allo stesso tempo aderente all'insegnamento tomistico, come dimostrano i costanti riferimenti ai passi più significativi dell'opera dell'Aquinate che concernono l'uso dell'analogia.

Il saggio di Claudio A. Testi affianca il saggio di Strumia nell'obiettivo di arrivare a una formalizzazione del discorso analogico quanto più fedele possibile alla lettera di Tommaso. Anche in questo caso la formalizzazione non viene mai concepita come fine a se stessa, bensì come requisito metodologico per affrontare in modo rigoroso le problematiche più urgenti della filosofia contemporanea. A differenza però del contributo di Strumia, il saggio di Testi si appoggia agli strumenti della logica di Lesniewski, la più vicina secondo l'Autore alla possibilità di una formalizzazione che sia coerente con l'ontologia aristotelico-tomista.

Il saggio di Sergio Parenti chiude egregiamente il volume proponendo una riflessione sull'opportunità di usare l'analogia come strumento di soluzione dei paradossi linguistici, muovendo da esemplificazioni di carattere filosofico e teologico – in particolare, dal classico tema dell'analogia dei nomi di Dio ( de divinis nominibus ).

Gli Autori di questo volume sono attualmente impegnati a proseguire la ricerca, in collaborazione con l' Istituto Veritatis Splendor di Bologna, sul tema: Analogia e causalità nella fisica classica e in quella contemporanea.

Mario Enrico Cerrigone