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Agostino di Ippona

«L'ho chiesto al mare, agli abissi e ai rettili con anime viventi [cfr. Gen 1,20] e mi hanno risposto: “non siamo il tuo Dio; cerca al di sopra di noi”. L'ho chiesto ai venti che soffiano, e tutta l'atmosfera con i suoi abitanti mi ha risposto: “Anassimene si inganna: io non sono Dio”. L'ho chiesto al cielo, al sole, alla luna, alle stelle: “Neanche noi siamo il Dio che tu cerchi”, rispondono. L'ho chiesto a tutti questi esseri che stanno attorno al mio corpo: “Parlatemi del mio Dio; poiché voi non lo siete, ditemi qualche cosa di lui”. Ed essi acclamarono a gran voce: È lui che ha fatto noi [cfr. Sal 100,3]. La mia richiesta era la mia riflessione, la loro risposta era la loro bellezza» ( Confessiones , Lib X, c. VI).

Agostino di Ippona
Dataordinamento decrescente Titolo Opera
390 La bellezza dell'universo e il rischio dell'idolatria

De vera religione, cap. 37

397-400 In cosa il verbo cristiano si differenzia dal Logos dei platonici

Confessiones, Libro VII

397-400 Dalle creature a Dio: il senso di un itinerario cosmologico e antropologico

Confessiones, Libro X

401-405 Le diverse interpretazioni della sacra Scrittura, specie in merito alle nostre conoscenze della terra e del cielo

De Genesi ad Litteram, I, capp. 18 e 19.

410 ca. Sul rapporto fra fede e ragione nella conoscenza delle cose divine

Epistola 120, Al dilettissimo fratello Cosenzio

401-415 Sulle rationes seminales e la causalità di Dio nella creazione

De Genesi ad litteram, V, 21-23 e VI, 6

399-420 La scienza e la sapienza

De Trinitate, dai Libri XII e XIII

413-427 La critica del cristianesimo e della storia al fato e all’astrologia

De civitate Dei, Libro V

413-427 Solo a Dio compete il creare

De civitate Dei, Libro XII

413-427 Tempo ed eternità: la concezione cristiana del tempo

De civitate Dei, Libro XII

413-427 Quanto la Genesi dice sul paradiso terrestre può essere interpretato con allegorie

De civitate Dei, Libro XIII

413-427 Sulla teologia del miracolo

De Civitate Dei, Libro XXII

430 ca. La conoscenza naturale di Dio secondo il Libro della Sapienza

Discorso 68, Sermo MAI 126