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Mary Anning

1799, Lyme Regis
1847, Lyme Regis
Elena Pautasso

  

Pur non trattandosi di un’accademica, né di una ricercatrice che abbia operato in ambito pubblico o all’interno di società di studiosi, la singolare biografia di Mary Anning e il contributo da lei offerto alla paleontologia furono tali da poterla considerare a ragione una donna di scienza. I numerosi riconoscimenti a lei tributati dopo la morte testimoniano la sua attività di scienziata, giustificandone l’inclusione nella presenta rubrica.

Mary Anning è stata una paleontologa britannica. Raccoglitrice di fossili per professione, fu autrice di molti ritrovamenti importanti nel campo dei fossili marini dell'epoca giurassica. Nacque a Lyme Regis, una piccola città di mare nel sud-ovest dell'Inghilterra, il 21 maggio 1799. Visse lì per il resto della sua vita, lasciando la cittadina solo in un'occasione. La storia della sua famiglia è una storia tipica di molte famiglie dell'epoca; era una di dieci figli, ma solo lei e suo fratello Joseph divennero adulti. Mary stessa rischiò di non farcela a superare i 15 mesi quando un fulmine colpì un albero e perse la vita la donna che in quel momento la teneva in braccio. Alcuni nella sua città natale attribuiranno in seguito la sua curiosità e il suo genio a questo particolare evento della sua vita.

La famiglia di Mary era povera. Suo padre, un carpentiere, integrava il loro reddito vendendo conchiglie e fossili ai turisti che visitavano la città, divenuta meta frequentata per le vacanze al mare. Mary fu presto coinvolta in questa attività di famiglia e trascorreva il tempo a caccia di fossili con suo padre sull'ormai famosa "Jurassic Coast", su cui si affaccia Lyme Regis. Molti importanti reperti fossili sono stati trovati in questa zona che, molti milioni di anni fa, si trovava sotto il livello del mare; ciò causò la formazione di una serie di rocce sedimentarie contenenti i fossili di creature marine.

Quando il padre di Mary morì lei aveva solo 11 anni e la famiglia, già povera, rimase senza reddito. Mary, Joseph e la loro madre lavorarono insieme per diversi anni raccogliendo e vendendo ciò che trovavano sulla riva del mare; quando Joseph divenne apprendista tappezziere Mary si assunse la responsabilità della raccolta dei fossili. Mary e Joseph trovarono il primo fossile di un Ittiosauro quando lei aveva solo 12 anni, lungo più di cinque metri. Fu questo ritrovamento che per primo attirò l'attenzione della comunità scientifica sul lavoro che Mary e la sua famiglia stavano facendo.

Mary cercava spesso fossili dopo che le tempeste causavano frane e rivelavano nuovi strati di roccia; queste ricerche erano rischiose e richiedevano grande cura. Un giorno, mentre camminava lungo la spiaggia, notò una grande roccia molto insolita. Trascorse settimane a ripulirla ed osservarla e poco a poco scoprì un fossile insolito e di notevoli dimensioni che non era mai stato trovato nella sua forma completa. Si trattava di un plesiosauro, fossile che può essere visto ancora oggi nel “Museo di Storia Naturale” di Londra.

La famiglia Anning era cristiana e faceva parte di una comunità congregazionalista. All'età di circa 30 anni Mary entrò a far parte della Chiesa Anglicana. Rimase attiva e impegnata nella sua parrocchia per il resto della sua vita. Era ben nota per la sua fede religiosa e si vedeva spesso in preghiera.

Quando Mary scoprì per la prima volta l’Ittiosauro, molti credevano che l'animale dovesse essere un coccodrillo o una creatura che viveva in un luogo remoto e che non era stata scoperta viva. Questo anche perché il concetto di “estinzione” di un animale era sconvolgente per molti cristiani. L'idea metteva in discussione la convinzione, consolidata all’epoca, secondo la quale Dio, avendo creato immediatamente ogni singola specie biologica, non avrebbe mai creato un animale per poi farlo estinguere. Mary Anning non vedeva problemi per la sua fede in Dio creatore, in relazione alle sue scoperte. «Vedeva la sua vita di fede e la sua vita di scienziata come parti di un tutto» (Billingsley, 2018, p. 163). La ricerca e la preghiera erano due aspetti del suo modo di operare ed esistere.

L’educazione di Mary Anning fu piuttosto limitata. Ricevette un'istruzione di base nella chiesa congregazionalista della sua città, imparando a leggere e scrivere. Sembra fosse una studentessa appassionata e abile e apprese molto da autodidatta, attraverso la lettura di tutto ciò che riusciva a trovare sull'argomento. Mary non solo raccoglieva fossili e li vendeva, ma capiva di cosa si occupava e quale fosse il significato che avevano, per la scienza, molti dei suoi ritrovamenti.Grazie ad un rigoroso studio individuale, Mary maturò una profonda cultura: imparò a conoscere l’anatomia di alcuni animali marini e sezionò pesci e seppie allo scopo di ricostruire, per similitudine, le specie estinte. Le sue competenze le consentirono, partendo da pochi frammenti ossei, di ricreare la sagoma di un animale primordiale in modo ben più realistico di quanto siano stati in grado di fare i paleontologi della sua epoca.

Trascorreva il tempo annotando riflessioni a margine degli articoli scientifici che si faceva inviare dai visitatori. A soli 27 anni, con i suoi risparmi, acquistò una piccola casa, l’Anning’s Fossil Depot dove, assistita dall’amica e collaboratrice Elizabeth Philpot, si dedicò ai suoi studi ed attirò celebrità quali il re Federico Augusto II di Sassonia o studiosi del museo di storia naturale di Londra e di New York.

Con il passare degli anni, grandi uomini provenienti da tutto il paese vennero a vedere i suoi fossili e a parlare con Mary delle sue idee. Molti avrebbero poi pubblicato articoli di ricerca in prestigiose riviste basandosi sui suoi ritrovamenti e sulle sue idee, ma non la nominarono e non riconobbero il suo contributo. Non era ritenuto necessario, o appropriato, riconoscere il ruolo delle donne nelle attività accademiche, soprattutto se provenienti da un ambiente povero. Alle donne non era permesso di essere membri della Società Geologica di Londra, dove si incontravano i paleontologi dell’epoca.

Nonostante tutto ciò Mary continuò a cercare fossili e a sviluppare una maggiore comprensione delle scoperte fatte. Adottò un approccio rigoroso ai ritrovamenti, trattando sempre i fossili con grande attenzione, cosa che le permise di effettuare osservazioni originali, come la presenza di sacche di inchiostro nei belemniti, o di identificare come feci fossili (poi chiamati coproliti) quelli che fino ad allora venivano chiamati bezoari. Il suo lavoro contribuì ai fondamentali cambiamenti del pensiero scientifico riguardo alla storia della terra avvenuti all'inizio del diciannovesimo secolo. Molti dei suoi reperti vennero acquistati da collezionisti e musei, altri da università e si trovano ancora oggi nel Museo di Storia Naturale di Londra e in altre parti del mondo.

Mary rimase sempre fedele alla scienza come alla fede. Nel libro in cui raccoglieva passi d’autore che trovava interessanti, «copiò articoli sui pianeti e sulla geologia insieme a massime morali e alle poesie di Byron. Trascrisse anche le preghiere del mattino e della sera. Queste esprimevano obiettivi modesti per ogni giorno: cercare di salutare ogni giornata con gratitudine, rendere grazie a Dio per la vita passata e ringraziarlo anche per i giorni di malattia» (Cadbury, 2004, p. 276).

Morì il 9 marzo 1847. Fu sepolta nel cimitero di Lyme vicino al mare. Le fu dedicata una vetrata nella chiesa parrocchiale della città, che mostra Mary mentre attende agli indigenti e cura i malati. Così recita l’iscrizione: «Questa vetrata è consacrata alla memoria di Mary Anning, nata in questa parrocchia in commemorazione del suo contributo nel promuovere la scienza della teologia, nonché della sua bontà d’animo e integrità di vita».

Solo dopo la sua morte fu riconosciuto il suo contributo in ambito scientifico. Dall’esploratore tedesco Ludwig Leichhardt venne definita “la principessa della paleontologia”. A partire dal 1925 troveremo libri su di lei, nei quali viene esposto il suo singolare contributo alla paleontologia. Il suo lavoro ha avuto importanti influenze su molti scienziati, tra cui Charles Lyell. La figura di Mary Anning è stata al centro di opere teatrali e romanzi, come Remarkable Creatures di Tracey Chevalier e Curiosity di Joan Thomas.

Nel febbraio del 1865 Charles Dickens scrisse sul periodico settimanale “All the Year Round” da lui diretto un articolo sulla vita di Mary Anning, sottolineando principalmente le difficoltà che aveva dovuto affrontare nel suo lavoro. Dickens concludeva con questa frase: «La figlia del carpentiere si è conquistata un proprio nome, e lo ha meritato» (p. 63).

Nel 2010, in occasione del 350° anniversario dalla fondazione, la Royal Society incluse il nome di Mary Anning nella lista delle dieci donne inglesi che più hanno contribuito alla storia della scienza, scelte da una giuria di esperti.

  

Bibliografia

B. Billingsley, M. Abedin, K. Chappell (eds.), Science and Religion in the Classroom, Routledge, London and New York 2018, pp. 159-163.

D. Cadbury, Cacciatori di dinosauri, Sironi, Milano 2004.

C. Dickens, Mary Anning, The Fossil Finder, “All the Year Round” (February 11, 1865), 60-63.

H. Torrens, Mary Anning (1799-1847) of Lyme: 'the greatest fossilist the world ever knew', British Journal for the History of Science, vol. 28, 1995, pp. 257-284 

Most influential British women in science, The Royal Society, 21 marzo 2010.