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St. George Jackson Mivart

1827, Londra
1900, Londra
Valeria Ascheri

 

St. George Jackson Mivart, definito da Darwin “eccellente biologo”, nasce in una famiglia evangelica. Suo padre, uomo di cultura e Fellow della Zoological Society, gli mostra la Historie Naturelle di Buffon e incoraggia il suo entusiasmo infantile nel collezionare scimmie e rettili mentre sua madre stimola la sua sensibilità religiosa. Il giovane riceve la sua educazione prima alla Clapham Grammar School e poi al King's College di Londra. Si trasferisce poi a Oxford ove s'interessa di architettura. Proprio facendo un viaggio per visitare le cattedrali gotiche, ammirando come questo tipo di architettura avvicinasse a Dio e in particolare la bellezza dei riti e del linguaggio della liturgia cattolica, Mivart, allora sedicenne, incontra nella chiesa di St. Chad's a Birmingham il Dr. John Moore (che più tardi diventerà preside del st. Mary College, Oscott) e si converte al cattolicesimo (1844), passando a studiare al St. Mary College per due anni.

Nel 1849 è già membro della Royal Institution e nel 1851 diventa avvocato, senza mai dedicarsi alla carriera legale. Si volge agli studi scientifici e filosofici sotto la guida di Richard Owen e Thomas Henry Huxley che gli fa conoscere la teoria di Darwin e prende parte alle più importanti società di ricerca: nel 1858 è Fellow della Zoological Society e membro corrispondente dell'Accademia delle Scienze Naturali di Filadelfia, nel 1862 Membro della Linnean Society ed è viene nominato Lecturer di Anatomia Comparata presso il St. Mary Hospital Medical School. Nel 1867 è Membro della Royal Society, eletto grazie al suo lavoro “On the Appendicular Skeleton of the Primates”, presentato dal prof. Huxley. Dal 1874 è membro della Metaphysical Society e nello stesso anno diventa professore di biologia alla Catholic University College di Kensington (Londra). In riconoscimento dei suoi meriti, nel 1876 riceve da papa Pio IX il titolo di Dottore in Filosofia e nel 1884 il Dottorato in Medicina dall'università di Lovanio dove, dal 1890 al 1893, tiene un corso su “La filosofia della storia naturale”. Le pubblicazioni di Mivart – datate dal 1864 in poi – sono numerose e di grande valore scientifico. Contribuì anche con articoli all'Enciclopedia Britannica e a tutte le riviste inglesi e americane più importanti.

Il pensiero e le opere

Mivart viene coinvolto fin da subito nell'atmosfera di entusiasmo generale che circondava l’opera di Darwin, diviene un suo discepolo e accetta la selezione naturale come origine delle specie. Nel corso degli anni, tuttavia Mivart cambierà opinione sulla base di studi e ricerche scientifiche accurate, e riconosciute anche in seguito del tutto valide, avanzando forti critiche al darwinismo ortodosso, tanto che Darwin dedicò addirittura un nuovo capitolo nella sesta edizione de l'Origine delle Specie (1872) per rispondere alle sue critiche. Mivart, pur restando sempre fermamente convinto e sostenitore della teoria dell'evoluzione, giunse a non condividerne l’impostazine sostenuta da Darwin, ma si avvicinò maggiormente ad una posizione definita “neolamarckismo”. Pertanto il biologo elaborò una nuova visione in cui l'evoluzione poteva essere accettata senza per questo motivo porsi in contrasto con la dottrina della Chiesa: il corpo dell'uomo è risultato di un'evoluzione mentre l'anima è invece creata direttamente da Dio. Si trattava dunque di due piani diversi in cui un ruolo fondamentale giocava la distinzione tra causa prima e cause seconde. In tale riflessione, ebbe un ruolo speciale un sacerdote cattolico, William Roberts, anche lui in stretto contatto con Huxley, il quale, nel 1868, convinse Mivart che la teoria dell'evoluzione non era in grado di giustificare l'origine dell'anima umana.

L'allontanamento pubblico di Mivart dalla dottrina darwiniana avvenne nel 1871, prima con una recensione molto dura a The Descent of Man di Darwin pubblicata sul “Quaterly Review”, e poi con la pubblicazione del suo libro On the Genesis of Species. A sostegno della sua tesi condusse molte ricerche sui mammiferi e sugli uccelli, riportate nelle opere Lessons from Nature as Manifested in Mind and Matter (1876) e Contemporary Evolution (1876); espose ancora la sua visione filosofica in Lessons of Nature (1876) e On Truth (1889).

On the Genesis of Species (1871) era una sorta di attacco frontale al meccanismo della selezione naturale, pur confermando l'idea che le specie sono sottoposte a mutamenti. Per lo studioso il conflitto tra scienza e religione era quindi un malinteso: Dio creatore agisce attraverso le leggi naturali e se appaiono nuove specie, attraverso cause intermedie, questo non è in contrasto con Dio creatore delle cause prime. La critica a Darwin puntava sul principio che, sebbene ci siano delle continuità tra gli animali e l'uomo, solo l'uomo possiede la coscienza di sé e la ragione, il senso morale e l'uso del linguaggio. Pur tuttavia, egli sosteneva che l'evoluzione poteva essere corretta per spiegare l'evoluzione fisica. Un'altra critica che Mivart dirigeva a Darwin era che la sua teoria dapprima era stata presentata come un'ipotesi, ma dopo poco era già ritenuta un fatto indubitabile, quasi un articolo di fede. La scienza, secondo Mivart, era dunque in pericolo perché stava diventando una nuova religione.

L'opera di Mivart fu apprezzata dal card. J. H. Newman, che dichiarò la sua soddisfazione nel vedere come un cattolico avesse scritto la prima dimostrazione dell'insufficienza logica della teoria di Darwin. Mivart restò però ben presto isolato, sia perché attaccato duramente per le sue critiche a Darwin – che ne restò personalmente offeso – sia perché abbandonato da Huxley, uno dei più forti sostenitori del darwinismo, che pose fine alla sua amicizia con lui.

Verso il termine della sua vita, Mivart sviluppò posizioni teologiche assai personali. Il Cattolicesimo, secondo lui, non aveva una verità unitaria e gli stessi giudizi del papa e dei vescovi dovevano essere aperti alla discussione. La verità non sarebbe statica, ma emergerebbe continuamente nel tempo come parte del naturale processo evolutivo. Egli suggerì pertanto alla Chiesa di non esprimersi sulla teoria dell'evoluzione per non ricadere negli errori compiuti a proposito del caso Galileo. La Chiesa, doveva, secondo Mivart, incoraggiare i cattolici che avevano un vocazione per le scienze. Mivart, visto da alcuni come un liberale, iniziò ad essere criticato da una parte della stampa cattolica, non per la sua visione sulla scienza e della teoria dell'evoluzione – per la quale non fu mai condannato né oggetto di ‘esami’ – quanto piuttosto per le implicazioni della sua dottrina teologica sull'autorità della Chiesa. In particolare, egli aveva criticato alcuni aspetti dell’escatologia cristiana, come l’eternità della condizione dei dannati. La reazione della Chiesa fu molto decisa: il 19 luglio 1893 un decreto del Sant'Uffizio poneva all’Indice tre suoi articoli pubblicati su “Nineteenth Century”: Happiness in Hell (dicembre 1892), The Happiness in Hell: a Rejoinder (febbraio 1893), Last words on the Happiness in Hell. A Rejoinder (aprile 1893). Va comunque segnalato che Mivart accettò la decisione della Chiesa, e decise pertanto di ritrattare le sue posizioni. Il fatto che tali articoli restassero all’Indice anche dopo la ritrattazione dell’Autore condusse Mivart a mantenere aperta una polemica verso alcuni esponenti ecclesiastici, che egli riteneva non ancora pronti ad accettare le sfide della scienza moderna.

Lodato dai cattolici per la sua critica al darwinismo, Mivart si ritrovò negli ultimi mesi della sua vita alquanto isolato. La sua ricerca personale era stata prima frustrata dall'esclusione dall'ambiente scientifico, ma poi anche dall’ambiente ecclesiastico con il quale continuò ad avere problemi fino al termine dei suoi giorni, anche a motivo dell’irrigidimento delle sue posizioni intellettuali, un irrigidimento probabilmente dovuto ad un protrarsi della malattia che lo portò fino alla morte piuttosto che ad una piena consapevolezza e volontà personali. Morì a Londra il 1 aprile 1900 ed è sepolto nel cimitero cattolico di Kensan Green

 

Bibliografia:

F. Aveling “Saint George Jackson Mivart” in The Catholic Encyclopedia, Vol. X, Caxton Publishing Company, London 1911, pp.  407-408.

J. Brooke, G. Cantor, Reconstructing nature: the engagement of science and religion, Glasgow Gifford Lectures, T & T Clark, Edinburgh 1998, cfr. pp. 155-262.

M. Artigas, T. F. Glick, R. A. Martínez, “Happiness in Hell. St. George J. Mivart” in Negotiating Darwin. The Vatican Confronts Evolution 1877-1902, John Hopkins University Press, Baltimore 2006, pp. 236-269.

Risorse in internet:

Modern History Sourcebook: St. George Jackson Mivart (1827-1900), On the Genesis of the Species, 1871

St. George Jackson Mivart, On the Genesis of Species (1871),testo completo in lingua inglese