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Chi sono i nemici della scienza? Riflessioni su un disastro educativo e culturale e documenti di malascienza

Giorgio Israel
Lindau, Torino 2008
pp. 343
ISBN:
9788871807232

È più attuale che mai, la domanda che si affaccia fin dal titolo dell'ultimo libro di Giorgio Israel. È diventato infatti frequentatissimo luogo comune, il lamento sulla "morte della scienza" e sul deperimento del sapere scientifico italiano, di volta in volta imputato all'influenza di Croce e dei crocianesimo, a riforme scolastiche che navigano a vista, a revanscismi umanistico-religiosi. Non c'è invece nessuna indulgenza verso i luoghi comuni, nelle risposte che a quella domanda dà lo storico della matematica Israel, dai lettori del Foglio ben conosciuto e apprezzato. A minare la cultura scientifica, secondo Israel, non è affatto la sua sottovalutazione o un'eclissi provocata da non meglio identificati oscurantismi, magari rozzamente attribuiti al "ritorno del religioso" che offuscherebbe il senso critico e ostacolerebbe il trionfale cammino della conoscenza. Al contrario, il vero nemico della scienza è lo scientismo, così come il suo frutto più temibile è la tecnoscienza. Vale a dire quel ribaltamento dei rapporti tra "tra la scienza pura e le applicazioni, tra la scienza propriamente detta e la tecnologia e il dilatarsi di una sfera di attività dominata dalla manipolazione tecnologica e in cui la scienza teorica ha un posto sempre meno centrale se non subordinato".

L'oscurantismo contemporaneo, quindi, è l'operazione che assoggetta e deformala scienza "come un pezzo di elastico che viene tirato da una parte all'altra secondo le convenienze". Si tratta, scrive Israel, della "scienza a uso e consumo: di visioni ideologiche e talora politiche, di uno scientismo dozzinale, della cultura intesa come spettacolo, della macchina di 'eventi' mediatico-scientifici e delle élite che li gestiscono, del mantenimento delle posizioni di potere di certe compagnie di giro culturali, delle congreghe del pedagogismo didattichese professionale. Il risultato è qualsiasi cosa, meno che cultura scientifica, o semplicemente cultura".

Le radici del disastro sono profonde. Israel le analizza, una per una, con la competenza dello storico e la passione del polemista, unite alla lunga esperienza di docente universitario. Vengono ripercorse le tappe di un progressivo svuotamento dei cardini stessi del processo di apprendimento. Il nefasto trionfo della metodologia (la "scienza dei nullatenenti", secondo la salace definizione di Lucio Colletti) e della docimologia ("pseudo scienza della valutazione"), l'affermarsi di una spettacolarizzazione della scienza che la svuota mentre vuole santificarla e trasformarla in nuova religione dogmatica, la riduzione del docente a "fornitore di servizi", la distruzione sistematica di ogni visione umanistica della scienza. Tutto, naturalmente, in nome del povero Galileo, strattonato a più non posso dalle nuove vestali dello scientismo senza scienza.

 

Il Foglio, 28.2.2008.

Fonte del testo digitale: http://www.euresis.org/it/Dettaglio_Recensioni.aspx?id=23

Basarab Nicolescu