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Arte, natura e bellezza: riflessioni dai manoscritti di Antoni Gaudì

Antoni Gaudì
1926

da Idee per l'architettura

La decorazione, per essere interessante, deve rappresentare oggetti portatori di idee poetiche, che costituiscano un motivo. I motivi possono essere storici, leggendari, d'azione, emblematici, favolistici, inerenti a ciò che fa l'uomo e alla sua vita, alle sue azioni e alle sue passioni. E, quanto alla natura, possono rappresentare il regno animale, vegetale, o essere topografici. [Tali motivi] possono essere anche geometrici nelle forme dei corpi, nelle superfici, nelle linee e nelle loro combinazioni, il cui contrasto può creare la proporzione, una delle qualità principali della bellezza.

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Perché un oggetto sia sommamente bello, occorre che la sua forma non abbia nulla di superfluo, che rappresenti dunque solo le condizioni materiali che lo rendono utile; bisogna tener presente il materiale di cui si dispone e gli usi ai quali l'oggetto deve prestarsi; si avrà così la forma generale. Il fatto di tener conto della durevolezza dell'oggetto e del materiale, permetterà di essere precisi nella forma di molte parti; le altre saranno valorizzate dal contrasto; in altre parole, dando una forma piacevole ad alcune parti, quelle vicine saranno rese molto più gradevoli. E se, date le condizioni dinamiche o atmosferiche, non si avessero forme riuscite, bisogna ricorrere a motivi puramente ornamentali per valorizzare la forma, facendola scomparire nella sua parte meccanica e materiale, ed evidenziandola dove soddisfa completamente la necessità.

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La decorazione è stata, è e sarà colorata. La natura non ci presenta nessun oggetto monotonamente uniforme. Tutto, nella vegetazione, in geologia, in topografia, nel regno animale, mantiene sempre un contrasto cromatico più o meno vivo. Ed è per questo motivo che dobbiamo necessariamente colorare tutto o in parte un elemento architettonico; si tratta di un colore che talvolta diverrà evanescente, ma nella maggior parte dei casi questo sarà un modo per conferire al colore stesso un'altra qualità che gli è propria ed è preziosa: l'antichità.

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La prima qualità che deve avere un oggetto per essere bello è soddisfare lo scopo a cui è destinato, non come se riunissimo problemi, risolti separatamente, e li collegassimo ottenendo un risultato eterogeneo, bensì cercando una soluzione unitaria che tenga conto delle condizioni materiali dell'oggetto, del suo impiego e del suo carattere. In altre parole, una volta capite quali sono le soluzioni valide, bisogna optare per quella più consona all'oggetto; da ciò si deduce che è necessario considerarne l'uso, il carattere e le condizioni fisiche.

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Il grande libro, sempre aperto e che bisogna sforzarsi di leggere, è quello della natura; gli altri libri derivano da questo e contengono, inoltre, interpretazioni ed equivoci degli uomini. Ci sono due rivelazioni: una, quella dei principi della morale e della religione; l'altra, che guida mediante i fatti, è quella del grande libro della natura.

Gli aeroplani presentano un assetto simile a quello degli insetti con le ali piatte e non rigide, che, da secoli ormai, volano perfettamente.  La costruzione si prefigge di proteggerci dal sole e dalla pioggia, come l'albero che raccoglie il sole e la pioggia. L'imitazione [della natura] arriva fino alle membrature  architettoniche,  dal momento che gli alberi furono le colonne; in un secondo momento  vediamo i capitelli ornarsi di foglie. Questa è un'ulteriore  giustificazione della struttura  della Sagrada Familia.

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Tutto proviene dal grande libro della natura; le opere dell'uomo sono già un libra stampato. Le architetture «rinascimentali», così come quella greca e quella romana, formano uno zoccolo; si tratta della roccia che isola; nel Rinascimento si accumulano zoccoli (attici e ordini monumentali). Il Partenone e il tempio di File sono zoccoli. Tutti gli stili sono organismi imparentati con la natura, alcuni fanno da roccia che isola, come quelli greci e romani, altri fanno da architravi o sommità come quelli indiani. Tutti sono riconducibili al supporto essenziale (che è ciò che ha carattere), ossia la colonna e le parti orizzontali sostenute; l’insieme è l’albero, le cui proporzioni sono simili alla figura umana, di modo che non è l’albero-albero (poiché l’edificio ha funzioni diverse da quelle del bosco), bensì l’albero-uomo. È un dato che comprende e spiega tutti gli stili: l’albero-uomo egizio, greco, bizantino, gotico e così via.

       

Antoni Gaudì, Idee per l'architettura. Scritti e pensieri raccolti dagli allievi, a cura di I. P. Boada, Jaca Book, Milano 1995, pp. 43, 46-47, 100.