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“La scienza è fondamentale per l’umanità”: il documento finale della sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze

16 novembre
La scienza ha “più che mai un ruolo fondamentale nella sopravvivenza dell’umanità”. È questo l’incipit della dichiarazione finale redatta al termine della sessione plenaria dell’Accademia Pontificia per le Scienze (clicca qui per leggere il documento finale completo), alla quale, lo scorso ottobre, aveva mandato un messaggio anche Papa Francesco ribadendo la richiesta alle autorità a trovare “soluzioni eque” che accompagnino il cammino di uscita dalla crisi legata al Covid-19.
     
Il documento dell’Accademia si suddivide in 20 punti, in cui si affronta il tema della pandemia e delle sue ripercussioni sulla vita, sottolineando il “forte impatto sulle decisioni politiche a livello mondiale” da parte delle prove scientifiche.
     
“La pandemia di Covid-19 ha portato a un’inversione del rapporto tra scienza e politica“, si legge nel testo che al punto numero 5 sostiene che il virus “ha cambiato il mondo”. “Durante una pandemia – si legge ancora – la ricerca deve andare di pari passo con i provvedimenti politici. Infatti, un’importante area di ricerca si basa sull’apprendere, da quei Paesi che stanno affrontando meglio la pandemia, risposte valide in ambito politico, sanitario, scientifico e sociale”.
      
Sui vaccini, l’Accademia ha ricalcato il messaggio dello stesso Pontefice, ribadendo che “non basta sviluppare un vaccino, ma va anche prodotto e condiviso in maniera equa”. “Per affrontare la crisi del Covid-19 – continua poi l’Accademia – è necessaria la collaborazione di varie discipline scientifiche con le scienze mediche“, con un ruolo determinante che può essere rivestito dall’intelligenza artificiale.
     
Nel capitolo dedicato alle “implicazioni etiche e sociopolitiche”, si evidenzia come la pandemia abbia avuto un “impatto negativo soprattutto sui meno abbienti”.
     
“L’istruzione – si legge inoltre nel documento – ha preso una svolta molto preoccupante a causa della pandemia“. “Per i bambini di alcuni Paesi – è scritto -, la didattica a distanza non è un’opzione, semplicemente perché non hanno internet a casa. La connettività in queste circostanze dovrebbe essere considerata un diritto umano dato che, a causa di questo divario educativo, la disuguaglianza sociale aumenterà”.
    
In conclusione, “una lezione che la pandemia ci insegna è che – senza solidarietà – libertà e uguaglianza sono solo parole vuote“, come ha spiegato più volte papa Francesco. “Problemi globali come le pandemie, i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità – conclude il testo – richiedono una collaborazione a livello mondiale“.