Fede, ragione e pensiero scientifico: cosa suggeriscono i Documenti della Chiesa Cattolica per l’Anno della Fede?

In vista del prossimo Sinodo ordinario dei Vescovi dedicato al tema “La Nuova Evangelizzazione e la trasmissione della fede”, che avrà luogo dal 7 al 28 ottobre 2012, sono stati preparati alcuni documenti sottoposti all’attenzione di vescovi e studiosi, allo scopo di favorire la preparazione dei lavori dell’Assemblea. Con il Motu proprio Porta Fidei pubblicato l’11 ottobre 2011, Benedetto XVI ha comunicato l’apertura del prossimo Anno della Fede, che comincerà giovedì 11 ottobre 2012 e si concluderà domenica 24 novembre 2013, illustrando le motivazioni della convocazione del Sinodo. La Segreteria generale per il Sinodo dei Vescovi ha invece coordinato la preparazione dei Lineamenta (2011), ovvero delle linee-guida sottoposte alla riflessione previa dei Padri sinodali, e dell’Instrumentum laboris (2012), che contiene le ultime indicazioni finalizzate ad orientare lo studio e la riflessione dei membri dell’Assemblea Sinodale. Il 6 gennaio 2012 la Congregazione per la Dottrina della Fede ha invece pubblicato una Nota con indicazioni pastorali che contiene spunti e suggerimenti rivolte ai Pastori e ai fedeli cristiani allo scopo di stimolare e orientare le iniziative relative all’Anno della Fede, sia a livello di Chiesa Universale, sia a livello di Conferenze Episcopali Nazionali, sia a livello diocesano e delle Associazioni di fedeli, sia, ancora, indirizzate a tutti i singoli battezzati. Riportiamo qui i brani di questi documenti che offrono riferimenti al rapporto fra fede e ragione, al dialogo con la cultura scientifica, e alle principali questioni inerenti le scienze.

   

da: Benedetto XVI, Porta Fidei, 11 ottobre 2011

«La conoscenza dei contenuti di fede è essenziale per dare il proprio assenso, cioè per aderire pienamente con l’intelligenza e la volontà a quanto viene proposto dalla Chiesa. La conoscenza della fede introduce alla totalità del mistero salvifico rivelato da Dio. L’assenso che viene prestato implica quindi che, quando si crede, si accetta liberamente tutto il mistero della fede, perché garante della sua verità è Dio stesso che si rivela e permette di conoscere il suo mistero di amore.

D’altra parte, non possiamo dimenticare che nel nostro contesto culturale tante persone, pur non riconoscendo in sé il dono della fede, sono comunque in una sincera ricerca del senso ultimo e della verità definitiva sulla loro esistenza e sul mondo. Questa ricerca è un autentico “preambolo” alla fede, perché muove le persone sulla strada che conduce al mistero di Dio. La stessa ragione dell’uomo, infatti, porta insita l’esigenza di ciò che vale e permane sempre. Tale esigenza costituisce un invito permanente, inscritto indelebilmente nel cuore umano, a mettersi in cammino per trovare Colui che non cercheremmo se non ci fosse già venuto incontro. Proprio a questo incontro la fede ci invita e ci apre in pienezza» (n. 10)

«In questo Anno, pertanto, il Catechismo della Chiesa Cattolica potrà essere un vero strumento a sostegno della fede, soprattutto per quanti hanno a cuore la formazione dei cristiani, così determinante nel nostro contesto culturale. A tale scopo, ho invitato la Congregazione per la Dottrina della Fede, in accordo con i competenti Dicasteri della Santa Sede, a redigere una Nota, con cui offrire alla Chiesa ed ai credenti alcune indicazioni per vivere quest’Anno della fede nei modi più efficaci ed appropriati, al servizio del credere e dell’evangelizzare.

La fede, infatti, si trova ad essere sottoposta più che nel passato a una serie di interrogativi che provengono da una mutata mentalità che, particolarmente oggi, riduce l’ambito delle certezze razionali a quello delle conquiste scientifiche e tecnologiche. La Chiesa tuttavia non ha mai avuto timore di mostrare come tra fede e autentica scienza non vi possa essere alcun conflitto perché ambedue, anche se per vie diverse, tendono alla verità» (n. 12)

   

da: Lineamenta del Sinodo dei Vescovi su “La Nuova Evangelizzazione e la trasmissione della fede”, 2011.

«Un quinto scenario è quello della ricerca scientifica e tecnologica. Viviamo in un’epoca che non si è ancora ripresa dalla meraviglia suscitata dai continui traguardi che la ricerca in questi campi ha saputo superare. Tutti possiamo sperimentare nella vita quotidiana i benefici arrecati da questi progressi. Tutti siamo sempre più dipendenti da questi benefici. La scienza e la tecnologia corrono così il rischio di diventare i nuovi idoli del presente. È facile in un contesto digitalizzato e globalizzato fare della scienza la nostra nuova religione, alla quale rivolgere domande di verità e attese di senso, sapendo di ricevere solo risposte parziali e inadeguate. Ci troviamo di fronte al sorgere di nuove forme di gnosi, che assumono la tecnica come forma di saggezza, alla ricerca di una organizzazione magica della vita che funzioni come sapere e come senso. Assistiamo all’affermarsi di nuovi culti. Essi finalizzano in modo terapeutico le pratiche religiose che gli uomini sono disposti a vivere, strutturandosi come religioni della prosperità e della gratificazione istantanea» (n. 6)

da: Instrumentum laboris del Sinodo dei Vescovi su “La Nuova Evangelizzazione e la trasmissione della fede”, 2012.

«Le risposte [pervenute alla Segreteria del Sinodo] riferiscono la diffusa convinzione che ormai le nuove tecnologie digitali hanno dato origine ad un vero e proprio nuovo spazio sociale, i cui legami sono in grado di influire sulla società e sulla cultura. Agendo sulla vita delle persone, i processi mediatici resi possibili da queste tecnologie arrivano a trasformare la realtà stessa. Intervengono in modo incisivo nell’esperienza delle persone e permettono un ampliamento delle potenzialità umane. Dall’influsso che esercitano dipende la percezione di noi stessi, degli altri e del mondo. Queste tecnologie e lo spazio comunicativo da esse generato vanno perciò considerati positivamente, senza pregiudizi, come delle risorse, anche se con uno sguardo critico e un uso sapiente e responsabile» (n. 60)

«Lo stesso tipo di legame che esiste tra fede ed educazione, è riscontrabile anche tra fede e conoscenza. Il testo dei Lineamenta esplicitava questo legame attraverso il concetto coniato da Papa Benedetto XVI di “ecologia della persona umana”. Indicando le conseguenze di una crisi che potrebbe minare la tenuta della società nel suo insieme, Papa Benedetto XVI indica la possibile via di uscita da un simile rischio nello sviluppo di un’ecologia dell’uomo, intesa in senso giusto, ovvero di un modo di impostare la comprensione del mondo e lo sviluppo della scienza che tenga conto di tutte le esigenze dell’uomo, compresa l’apertura alla verità e l’originaria relazione con Dio» (n. 153).

«La fede cristiana sostiene l’intelligenza nella comprensione dell’equilibrio profondo che regge la struttura dell’esistenza e della sua storia. Svolge questa operazione non in modo generico o dall’esterno, ma condividendo con la ragione la sete di sapere, la sete di ricerca, orientandola verso il bene dell’uomo e del cosmo. La fede cristiana contribuisce alla comprensione del contenuto profondo delle esperienze fondamentali dell’uomo. È un compito – quello di questo confronto critico e di indirizzo – che il cattolicesimo svolge da tempo, come molte risposte hanno affermato elencando istituzioni, centri di ricerca, università, frutto della intuizione e del carisma di alcuni o della premura educativa delle Chiese particolari, che hanno fatto di questo confronto uno dei loro principali obiettivi» (n. 154).

«Tuttavia è motivo di preoccupazione: costatare che non è facile entrare nello spazio comune della ricerca e dello sviluppo della conoscenza nelle diverse culture. Si ha infatti l’impressione che la ragione cristiana fatichi a trovare interlocutori in quegli ambienti che ai nostri giorni detengono le energie e il potere nel mondo della ricerca, soprattutto in campo tecnologico ed economico. Questa situazione va perciò letta come una sfida per la Chiesa e, pertanto, un campo di particolare attenzione per la nuova evangelizzazione» (n. 155).

«In continuità con la Tradizione della Chiesa, sulla scia dell’Enciclica del beato Giovanni Paolo II Fides et ratio, Papa Benedetto XVI ha spesso ribadito la complementarità tra la fede e la ragione. La fede allarga gli orizzonti della ragione e la ragione preserva la fede da possibili derive irrazionali, o dagli abusi della religione. Sempre attenta alla dimensione intellettuale dell’educazione, di cui testimoniano numerose università e istituti superiori di studio, la Chiesa è impegnata nella pastorale universitaria per favorire il dialogo con gli scienziati. In tale campo un posto particolare spetta agli scienziati cristiani: tocca ad essi infatti testimoniare, con la loro attività e soprattutto con la loro vita, che la ragione e la fede sono due ali che portano a Dio, che la fede cristiana e la scienza, rettamente intese, possono arricchirsi reciprocamente per il bene dell’umanità. L’unico limite del progresso scientifico è la salvaguardia della dignità della persona umana creata ad immagine di Dio, che non deve essere oggetto ma soggetto della ricerca scientifica e tecnologica» (n. 156).

 

da: Congregazione per la Dottrina della Fede, Nota con indicazioni pastorali per l’Anno della Fede, 6 gennaio 2012

«Sarà utile preparare, con l’aiuto di teologi e autori competenti, sussidi divulgativi dal carattere apologetico (cfr. 1Pt 3,15). Ogni fedele potrà così meglio rispondere alle domande che si pongono nei diversi ambiti culturali, in rapporto ora alle sfide delle sette, ora ai problemi connessi con il secolarismo e il relativismo, ora agli interrogativi che provengono da una mutata mentalità che, particolarmente oggi, riduce l’ambito delle certezze razionali a quello delle conquiste scientifiche e tecnologiche, così come ad altre specifiche difficoltà» (cap. II, n. 8).

«Si auspica un coinvolgimento del mondo accademico e della cultura per una rinnovata occasione di dialogo creativo tra fede e ragione attraverso simposi, convegni e giornate di studio, specialmente nelle Università cattoliche, mostrando come tra fede e autentica scienza non vi possa essere alcun conflitto perché ambedue, anche se per vie diverse, tendono alla verità» (cap. III, n. 8).

«Sarà importante promuovere incontri con persone che, pur non riconoscendo in sé il dono della fede, sono comunque in una sincera ricerca del senso ultimo e della verità definitiva sulla loro esistenza e sul mondo, ispirandosi anche ai dialoghi del Cortile dei Gentili, avviati sotto la guida del Pontificio Consiglio della Cultura» (cap. III, n. 9).

   

Consulta il testo completo dei documenti presso il sito della Santa Sede:

Benedetto XVI, Porta Fidei

Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi, Lineamenta per il Sinodo del 2012

Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi, Instrumentum laboris per il Sinodo dl 2012

CDF, Nota con indicazioni pastorali per l’Anno della Fede