Percezione degli italiani sulla compatibilità tra scienza e fede: i risultati di un sondaggio

Matteo Bonato
Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova

La scienza e la fede religiosa appaiono tra di loro compatibili o incompatibili all' “italiano medio”?

È questa la domanda a cui la Scuola Internazionale Superiore per la Ricerca Interdisciplinare (www.sisri.it) ha cercato di rispondere, con un sondaggio – a dire il vero il primo nel suo genere nel nostro Paese – commissionato alla Format srl ed effettuato nell’ottobre 2013 in modalità Cati (Computer assisted telephone interview). Il campione di 1.000 persone, scelta in modo tale da essere rappresentativo della popolazione italiana residente in Italia, si è presentato da subito come “stratificato" per area geografica, genere, età, titolo di studio, stato civile, numero di componenti del nucleo familiare, carattere socio professionale, posizione professionale.

Agli intervistati sono state poste principalmente tre domande: l'una relativa all’origine e all’evoluzione dell’uomo, una seconda riguardante l’origine dell’Universo e una terza relativa alla partecipazione, o meno, dei soggetti intervistati alle funzioni religiose. I primi due quesiti sono stati formulati appositamente per studiare la percezione pubblica della conflittualità, o meno, tra le cosiddette “verità scientifiche" e le “verità di fede", mentre la terza è stata utile per campionare i soggetti tra "non credenti”, “credenti praticanti" e “credenti non praticanti".

Ecco le tre domande, con le corrispondenti possibili risposte proposte.

Domanda 1) Con riferimento all’evoluzione dell’uomo, con quale delle seguenti affermazioni si ritiene maggiormente d’accordo?

Risposte proposte:

  1. Il processo evolutivo è avvenuto a partire da forme di vita inferiori...ed è stato reso possibile grazie all’aiuto di Dio.
  2. Il processo evolutivo è avvenuto a partire da forme di vita inferiori...senza alcun aiuto di Dio.
  3. Dio ha creato dal nulla l’umanità nella sua forma attuale 10.000 anni fa circa.

 

Domanda 2) Con riferimento all’origine dell’Universo, con quale delle seguenti affermazioni si trova maggiormente d’accordo?

Risposte:

  1. L’Universo è stato creato da Dio e la scienza può spiegare la sua origine.
  2. L’Universo non è stato creato da Dio e la scienza può spiegare la sua origine.
  3. L’Universo è stato creato da Dio e la scienza non può spiegare la sua origine.

 

Domanda 3) Quale delle seguenti affermazioni descrive meglio la sua vita religiosa?

Risposte:

  1. Sono credente e partecipo alle funzioni religiose con frequenza settimanale o quasi.
  2. Sono credente e partecipo alle funzioni religiose alcune volte durante l’anno.
  3. Sono credente ma non partecipo mai a funzioni religiose.
  4. Non sono credente.

Le risposte proposte per le prime due domande caratterizzano tre posizioni ben definite di

  • apertura verso le verità scientifiche e chiusura verso la trascendenza (“Il processo evolutivo è avvenuto a partire da forme di vita inferiori...senza alcun aiuto di Dio” per il primo quesito; “L’Universo non è stato creato da Dio e la scienza può spiegare la sua origine” per il secondo);
  • apertura sia verso le verità scientifiche che verso la trascendenza (“Il processo evolutivo è avvenuto a partire da forme di vita inferiori… ed è stato reso possibile grazie all’aiuto di Dio”; “L’Universo è stato creato da Dio e la scienza può spiegare la sua origine”);
  • chiusura verso le verità scientifiche e apertura verso la trascendenza (“Dio ha creato dal nulla l’umanità nella sua forma attuale 10.000 anni fa circa.”; “L’Universo è stato creato da Dio e la scienza non può spiegare la sua origine”).

Per quanto riguarda la domanda sull’origine ed evoluzione dell’uomo, la maggioranza relativa degli intervistati (41,6%) ritiene che il processo evolutivo che ha portato alla comparsa dell’uomo sulla Terra sia avvenuto a partire da forme di vita inferiori e sia stato reso possibile grazie all’aiuto di un Dio creatore (posizione “apertura scienza/apertura trascendenza”). Al secondo posto (30,5%) degli intervistati sostiene che il processo evolutivo sia avvenuto a partire da forme di vita inferiori, ma senza alcun intervento di Dio (“apertura scienza/chiusura trascendenza”). Infine il restante 27,9% pensa che Dio abbia creato dal nulla l’umanità nella sua forma attuale circa 10.000 anni fa (“chiusura scienza/ apertura trascendenza”).

I risultati relativi alla seconda domanda sono consistenti con quelli ottenuti per la prima. La maggioranza (44,8%) degli italiani intervistati pensa che l’Universo sia stato creato da Dio e che la scienza ne possa spiegare l’origine (posizione “apertura scienza/apertura trascendenza”); il 27,9% ritiene invece che l’Universo non sia stato creato da Dio e che la scienza possa spiegarne l’origine (“apertura scienza/chiusura trascendenza”); il restante 27,3% del campione ritiene che l’Universo sia stato creato da Dio e che la scienza non possa spiegarne l’origine (“chiusura scienza/ apertura trascendenza”).

Dai risultati emerge, quindi, una società in cui la maggioranza delle persone accetta le verità scientifiche sull’origine dell’uomo e dell’Universo e, al tempo stesso, mostra apertura verso la trascendenza, ritenendo che Dio abbia avuto un qualche ruolo nel processo evolutivo del genere umano e che sia il Creatore dell’Universo. Per entrambi i quesiti, la frazione di italiani che rifiuta una spiegazione scientifica della comparsa dell’uomo e dell’Universo è la parte più piccola del campione.

Questi risultati sono abbastanza sorprendenti, soprattutto se confrontati con quelli di un sondaggio analogo, (“Gallup Survey”), realizzato su un campione rappresentativo della popolazione americana (USA) per 11 volte, dal 1982 al 2012. In questo sondaggio, in cui non compare il quesito sull’origine dell’Universo, è presente però la stessa domanda sull’origine ed evoluzione dell’uomo del sondaggio SISRI. Nella Gallup survey 2012, la maggioranza relativa degli intervistati, circa il 46%, appartiene alla categoria di “chiusura scienza/apertura trascendenza” (“Dio ha creato dal nulla l’umanità nella sua forma attuale 10.000 anni fa circa”), circa il 32% ha scelto la risposta di “apertura scienza/apertura trascendenza” (“Il processo evolutivo è avvenuto a partire da forme di vita inferiori… ed è stato reso possibile grazie all’aiuto di Dio”), mentre circa il 15% la posizione di “apertura scienza/chiusura trascendenza” (“Il processo evolutivo è avvenuto a partire da forme di vita inferiori… senza alcun aiuto di Dio”). Negli altri 10 sondaggi sul medesimo quesito, svolti dalla Gallup in anni differenti a partire dal 1982, i risultati sono molto simili a quelli del 2012: le tre diverse posizioni si dispongono sempre nello stesso ordine.

Diversamente da quella italiana, la popolazione americana risulta quindi molto meno aperta ad accogliere una spiegazione scientifica dell’origine dell’uomo. In effetti il dibattito tra “evoluzionisti” e “creazionisti” è molto più acceso negli Stati Uniti, rispetto a quanto accada nel nostro Paese. Nella sua globalità, la società italiana mostra invece di essere, su questi temi, aperta sia a contributi provenienti da discipline diverse (biologia e teologia nel primo quesito, cosmologia e teologia nel secondo) sia al dialogo tra di esse.

Per quanto riguarda poi la domanda sulla frequenza religiosa, il 36,1% del campione intervistato (maggioranza relativa) dichiara di essere credente e di partecipare alle funzioni religiose alcune volte durante l’anno; il 32,7% di essere credente e di partecipare alle funzioni religiose con frequenza settimanale o quasi; il 17,6% dichiara di essere non credente; il 13,6% di essere credente ma non praticante.

Incrociando questi dati con le risposte fornite alle prime due domande risulta che la maggioranza di coloro che frequentano saltuariamente le celebrazioni religiose sono più in linea con la posizione della Chiesa Cattolica nei confronti dell’origine dell’uomo e dell’Universo, ossia che “Il processo evolutivo è avvenuto a partire da forme di vita inferiori ed è stato reso possibile grazie all’aiuto di Dio” e che “L’Universo è stato creato da Dio e la scienza può spiegare la sua origine”. La maggioranza di coloro che invece praticano più assiduamente ha scelto le risposte “Dio ha creato dal nulla l’umanità nella sua forma attuale 10.000 anni fa circa” e “l’Universo è stato creato da Dio e la scienza non può spiegare la sua origine”, mostrando di essere più in linea con i cittadini americani. Confrontando i due sottocampioni, notiamo inoltre che quello dei praticanti saltuari è costituito da persone mediamente più giovani e con un titolo di studio più elevato, rispetto al sottocampione dei praticanti più assidui. Questi due fattori, età e livello di istruzione, hanno un’influenza prioritaria nel pensiero degli intervistati su questi temi. Nel sottocampione di credenti non praticanti (“Sono credente ma non partecipo mai a funzioni religiose”), la maggioranza mostra una posizione di apertura sia verso la trascendenza sia verso la spiegazione scientifica, per quanto riguarda la domanda sull’origine dell’uomo, e di apertura verso la trascendenza ma chiusura verso la spiegazione scientifica, relativamente alla domanda sull’origine dell’Universo. La totalità dei non credenti ha scelto, come atteso, la posizione di chiusura verso la trascendenza, per entrambi i quesiti.

Infine, la frazione degli intervistati con titolo di studio più elevato, cioè laurea o superiore, la maggioranza dei quali (28%) appartiene alla fascia d’età 25-34 anni, risulta per la maggior parte essere credente con partecipazione alle funzioni religiose alcune volte durante l’anno (il 42% di essi). La maggioranza (48% circa) in questo sottocampione di laureati, per entrambi i quesiti sulle origini, appartiene alla categoria di chi è aperto sia verso le trascendenza sia verso la scienza, mostrando quindi di ritenere compatibili scienza e fede.

I risultati di questo sondaggio, in particolare il fatto che la maggioranza degli italiani mostri un atteggiamento di apertura interdisciplinare, non conflittuale, in cui viene accettata la spiegazione scientifica sull’origine dell’uomo e dell’Universo e al tempo stesso una spiegazione che trascenda la natura e il metodo scientifico, sono particolarmente incoraggianti per tutte quelle realtà, come la Scuola SISRI, che da anni si occupano di dialogo tra scienza e fede nella prospettiva di una sistematica e rigorosa unità del sapere. Molto lavoro rimane ancora da fare, anche da parte della comunicazione scientifica e di quella religiosa, per rassicurare la frazione di popolazione che mostra ancora un atteggiamento di timore o diffidenza verso le spiegazioni scientifiche e per mostrare la ricchezza degli studi interdisciplinari nella descrizione della realtà e nella ricerca della verità.

Il testo completo della ricerca pubblicato su Paradoxa