Francesco Faà di Bruno (1825-1888): un ponte tra scienza e fede nella Torino dell'Ottocento

Sabrina di Forte
Responsabile della segreteria del Centro DISF. Specializzanda presso la Pontificia Università Antonianum.

 

A 200 anni dalla nascita, proponiamo ai nostri visitatori la figura di Francesco Faà di Bruno, autore davvero originale che ha saputo armonizzare scienza, fede e impegno sociale. La sua vita testimonia la profonda convinzione che la conoscenza scientifica e la spiritualità possano coesistere, alimentando un concreto servizio al prossimo.

Francesco Faà di Bruno, nacque ad Alessandria il 29 marzo del 1825 da una nobile famiglia, intraprese inizialmente la carriera militare, ma la sua mente brillante e il suo cuore generoso lo spinsero verso orizzonti più ampi. Figura poliedrica e straordinaria, capace di eccellere in molteplici campi del sapere e dell'agire umano, fu ufficiale di Stato Maggiore, matematico, cultore di astronomia, educatore e filantropo. Con la sua opera contribuì alla costruzione di una dimensione etica e sociale, peculiare dell’Italia postrisorgimentale.

Dopo una brillante carriera militare, culminata con la partecipazione alla Guerra d'Indipendenza, Faà di Bruno intraprese un percorso di studi scientifici di alto livello, conseguendo la Licenza e la Laurea in Scienze Matematiche e Astronomiche alla Sorbona di Parigi, sotto la guida del celebre matematico Augustin Cauchy (1789-1857). Nel 1857, diede alle stampe la "formula di Faà di Bruno", un contributo di rilevanza ancora oggi fondamentale nel campo della matematica e dell’informatica. Iniziò quindi a tenere lezioni universitarie di analisi e astronomia fisica, dimostrando il suo impegno nell'insegnamento pur senza ricevere compensi. La sua competenza fu ufficialmente riconosciuta nel 1860, quando l'Università di Torino lo nominò, per acclamazione, Dottore aggregato alla facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. L'attività di insegnamento proseguì fino alla sua morte.

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Nella vivace Torino dell'Ottocento, animata da figure di "santi sociali", Faà di Bruno si distinse per il suo impegno in favore delle categorie più vulnerabili. Fondò l'Opera di Santa Zita, un'istituzione dedicata all'assistenza e all'educazione delle donne, dando poi vita a una Casa di Preservazione per ragazze madri. Nel corso della sua vita promosse numerose iniziative a favore dei più bisognosi, dimostrando una profonda sensibilità umana e una fede autentica, che lo spinsero a mettere il suo sapere e le sue energie al servizio del prossimo. La sua fede si tradusse sempre in azioni concrete, in un servizio disinteressato verso il prossimo. Negli ultimi anni della sua vita abbracciò il sacerdozio e la sua ordinazione avvenne per intervento diretto di Papa Pio IX. Beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 25 settembre 1988, la sua memoria liturgica cade il 27 di marzo, giorno della sua morte.

I testi che compongono lo Speciale che proponiamo ai nostri lettori, sono volti a mostrare il modo in cui, attraverso i suoi studi, la sua spiritualità e la dedizione al lavoro, Francesco Faà di Bruno promosse una scienza amica della fede. Ciò si evince nell’interessante corrispondenza, di cui suggeriamo la lettura, tra Faà di Bruno e Angelo Secchi (1818-1878), astronomo gesuita di fama internazionale e direttore dell’Osservatorio del Collegio Romano. Questo scambio epistolare potrà essere utile al lettore per comprendere il panorama culturale del periodo e scoprire la volontà di dare vita ad una divulgazione scientifica che raggiungesse anche le fasce più popolari. Proponiamo inoltre, tra gli altri, alcuni brevi brani del Catechismo redatto dal Beato Francesco Faà di Bruno il quale pur dirigendosi ad un pubblico ampio, era particolarmente rivolto agli intellettuali del tempo, verso i quali il Beato non trascurava di esercitare il suo apostolato. Nel Piccolo omaggio della Scienza alla divina Eucaristia, opera del 1872, Faà di Bruno si proponeva di spiegare la coerenza, la non contraddittorietà e la trascendenza del mistero eucaristico a coloro la cui mentalità risultava particolarmente segnata dalla cultura scientifica. La voce pubblicata da Livia Giacardi sul Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede(2002) rappresenta ancora oggi un testo fondamentale per chi volesse introdursi alla figura del santo torinese. Coloro che abitano a Torino o passano dalla capitale piemontese sono invitati a visitare le stanze storiche e il museo Faà di Bruno, autentico gioiello di storia scientifica e spirituale, di cui offriamo, come ultimo link, il sito ufficiale.A 200 anni dalla nascita, proponiamo ai nostri visitatori la figura di Francesco Faà di Bruno, autore davvero originale che ha saputo armonizzare scienza, fede e impegno sociale. La sua vita testimonia la profonda convinzione che la conoscenza scientifica e la spiritualità possano coesistere, alimentando un concreto servizio al prossimo.

 

Sabrina di Forte