Il libro della passione

José Miguel Ibanez Langlios
cristogiallogaugin
Gauguin, Cristo giallo, olio su tela, 1889.

Il brano che qui riportiamo è tratto dalle prime pagine introduttive dell'opera Il libro della passione (1986) di José Miguel Ibáñez Langlois, letterato, poeta e filosofo cileno (n. 1936). L'autore narra con vivezza, con una prosa senza punteggiatura, i momenti della passione di Gesù di Nazaret inserendoli in un contesto linguistico e narrativo contemporaneo. La forza delle immagini e la fine cura letteraria con la quale sono scelti i concetti e le linee della narrazione ne fanno un'opera assolutamente unica nel suo genere. Il contesto entro il quale la Passione è presentata è esteso quanto l'intera storia dell'umanità, quanto l'intera storia del cosmo. Sono pagine che non possono lasciare indifferenti. La traduzione dallo spagnolo alla lingua italiana è stata pubblicata nel 2002 dalle Edizioni Ares, preparata con grande cura e straordinaria sensibilità da Cesare Cavalleri (1936-2022), giornalista e critico letterario. Il libro della passione è un'opera che fa riflettere, nella quale possono specchiarsi umanisti e uomini di scienza, credenti e non credenti.


i

 

Gesù di Nazaret che pover'uomo

fallimento fallimento completo

unici discepoli pochi pescatori locali

com'era prevedibile a quei tàngheri

non ci fu verso  di fargli capire ciò che intendeva

e tuttavia vagò con  loro per tutta la Giudea

risvegliando tra le masse un'esaltazione sporadica e superficiale

un breve starnazzare nella polvere dei casali

come accade a quasi tutti i predicatori itineranti

neppure i suoi parenti credevano in lui

lo ritenevano pazzo e  di certo non erano i soli

fu vinto da una cricca  di politici e di teologi del suo paese

i suoi discepoli  lo abbandonarono a mezzanotte

e tutti i galli  di Gerusalemme cantavano a sproposito

fu venduto per 30 dollari in contanti non una lira di più

fu condannato come bestemmiatore menzognero e rivoluzionario

dietro richiesta delle stesse  folle che parevano dalla sua

ai piedi della croce dei suoi quasi nessuno

solamente sua madre e un qualche imberbe seguace

di quelli che non mancano neppure al  più demente dei visionari

soltanto un qualche imberbe a scacciare i cani che venivano a leccargli il sangue

persino la sua biancheria se la divisero i carnefici

passò per il mondo come se non fosse passato nessuno

a poche ore dalla sua morte  tutto restava identico nell'universo

solo luccicava come insegna luminosa sul suo sangue I'INRI

dura avvertenza per i pazzi che credono re

non ci fu uomo  più morto  di quest'uomo morto sulla croce

la sua morte a una semplice occhiata era profonda  d'infinito

Gesù oh che morto

  soprannaturale

le anime si arrendevano a lui morto

la croce patibolare divenne il suo trionfo

i morti uscivano dalla terra per amarlo fino all'adorazione

assiso sul sermone della montagna

il suo sguardo cambiò il corso della storia affatto bruscamente

facendola passare per i precipizi  più incredibili

il cosiddetto corso della storia umana

non fa che  rigirargli intorno per i secoli

non fa che precipitarsi nell'abisso del suo cuore

la sua voce pacata d'accento galileo

risuonò come un tuono che ammutolisce i cesari

e i filosofi e i saggi

la sua parola illuminò ogni cosa dall'interno

fece tremare il pensiero umano col fulgore d'una luce incognita

che il corso dei secoli non è ancora riuscito a decifrare

Gesù di Nazaret

  oh che morto che morto risuscitato

dal suo respiro sgorgano a fiotti  vite di santi

dai fondo dei suoi occhi spiccano camminando

trasparenti legioni di vergini confessori  martiri

che dopo essere passati dalla fiamme  da tutte le croci

camminando ritornano al fondo del suo cuore

vie di Damasco sgorgano dalle sue dita mistiche

dalla polvere della terra sgorgano vie che conducono a  lui

il suo spirito ha preso l'abitudine  di giungere in lingue di fuoco

sulle più umili parrocchie  di taglialegna e  di pubblici impiegati

continuamente accade che s'impazzisca d'amore per lui

con una parabola lancia in volo tutti i sogni del genere umano

con altra parabola fonda il metodo scientifico sperimentale

un gesto della sua  fine mano crea tutti  gli stili classici e romantici

con un dito fa girare le settemila forme della bellezza pura

è capace di trarre gigli dalle ghiande

di trarre il bene dal male col metodo di crocifiggersi

nella carne più peccatrice e di seppellirsi in essa

e di uscire dal sepolcro alla velocità della luce

e di uscire dal sepolcro al rallentatore

diffondendosi nell'aere glorioso ah che bellezza

chi chi racconterà la storia delle sue morti e risurrezioni

non si può lottare contro un uomo simile

battaglia che perde battaglia che vince

per invisibili procedimenti con centrale  in Roma

e filiali negli angoli  più remoti dell'universo

ah sempre sue le lacrime del pentimento

 gli appartengono  tutte le lacrime di mezzanotte

tutti tutti gli amori lavorano  in incognito per lui

le piaghe sue antichissime non si chiudono mai

quelle piaghe dicono io sono la via la verità la vita

la sua tunica scarlatta oggi risuscita

fiammeggia ai quattro venti sì fiammeggia come un arcangelo

che indica l'esatta direzione del paradiso

Gesù di Nazaret

  oh che morto

  che morto risuscitato.

 

 

 

ii

 

La passione e morte e risurrezione di Cristo

è l'unico avvenimento nella storia dell'umanità

l'unico nella storia della creazione

  l'unico

infatti che cos'è  in fondo il sistema solare nel suo farsi

    che cos'è

se non il  primo schizzo dello scenario della passione

che cos'è la nascita della verde scorza del pianeta terra

se non l'inizio della fabbricazione del legno della santa croce

che cos'è il formarsi della luna

  che cosa

se non l'effetto luminoso dell'agonia nell'orto

gli umidi olivi crescevano piangendo verso il divino sangue

che cos'è l'episodio di Adamo ed Eva se non la passione stessa in negativo

  che cos'è

che cos'è l'origine del linguaggio umano l'invenzione del fuoco

se non la prima prova generale dell'INRI sulla terra

e quel lontano fragore che si chiama storia dell'umanità

  che cos'è

se non l'ultimo sospiro della bocca del crocifisso morto

o forse il primo sospiro che risorse

che cos'è la terza guerra mondiale se non

Gesù in agonia fino alla fine del mondo

tutti i giorni sono venerdì santo e le notti altrettanto

lo dica una notte se non contiene il crocifisso

se il suo divino sangue non scorre per le cloache

il mondo è una messa che sembra il mondo

con la differenza che il cielo e la terra non smetteranno mai di assistervi

chini con curiosità  infinita sul calice  di tutte le morti

sul velo della veronica che copre il volto di Dio

per questo tutti i libri del mondo parlano unicamente della passione

anche se a prima vista non appare

I'Enciclopedia Britannica è un esempio di tale illusione

un altro l'Iliade e l'Odissea

ma che cos'è tale illusione se non la piaga del costato aperto

che guarda il proprio autore come un abisso

le opere complete di Shakespeare sono un esempio

il vento che muove il velo della veronica è un altro

vi sono libri della passione che stormiscono come angeli  fra le montagne

vi sono libri della passione  in fisico-matematico in bellissime equazioni

che narrano come Gesù Cristo impazzì d'amore

le opere complete di Einstein sono un esempio

che ne sarebbe  infatti della velocità della luce senza quei grandi occhi agonizzanti

vi sono libri della passione in cifra come la  Storia Universale di Toynbee

ma che cos'è tale illusione se non una spina della corona

e chi non ha sentito stormire il vento tra le montagne

recitando come  un morto le quattordici stazioni della via crucis

questo vento ama Gesù Cristo sopra tutte le cose

e per questo è un angelo che guida piangendo  tutta la storia della passione

un angelo spento è  terribile quasi quanto un angelo acceso

adesso basta con le illusioni dicono gli accesi in ogni lingua

andiamo finalmente al sodo della storia della creazione

 in principio era il Verbo e il Verbo si fece carne

c'era una volta c'era una volta un uomo  di nome Gesù e

in quel tempo Gesù venne a dire  in ogni lingua

io sono venuto a salvare ciò che era perduto.

 


J. M. Ibánez Langlois, Il Libro della Passione, trad. it. di Cesare Cavalleri, Ares, Milano 2002, pp. 11-15.