Nello spazio per la gloria di Dio

Intervista all'igumeno Iov (Talats), padre spirituale che opera nel dipartimento dei cosmonauti russi, Marina Lev. Testo completo in orignale russo su Pravoslavie.ru, 12 aprile 2013; traduzione italiana in www.ortodossiatorino.net

   

Che cosa hanno in comune gli astronauti dell'ex Unione Sovietica e i monaci? Nell'immaginario popolare è frequente associare le prime missioni spaziali dei cosmonauti russi ad una velata critica alla religione. Viene spesso ricordata una frase attribuita a Yuri Gagarin (probabilmente pronunciata invece da German Titov) secondo cui viaggiando in orbita attorno alla terra nessun cosmonauta avrebbe mai incontrato Dio. In realtà il rapporto fra astronautica e religione è ben sorprendente. A distanza di oltre 50 anni dai primi viaggi orbitali, di astronauti russi e americani, sappiamo oggi che sulla stazione spaziale internazionale ISS e sulla stazione spaziale MIR non mancano simboli religiosi ed episodi di spiritualità legati alla fede dei protagonisti nello spazio. In un articolo apparso il 12 aprile 2013 su Pravoslavie.ru, l'igumeno Iov Talats, padre spirituale del distaccamento dei cosmonauti russi e rettore della Chiesa della Trasfigurazione a Zvezdnij Gorodok ("Borgo delle stelle"), ha risposto ad alcune domande fatte dalla corrispondente del portale.
Di sequito riportiamo ai nostri lettori una selezione delle domande poste durante l'intervista.


 

 

Lei accompagna i cosmonauti nel loro viaggio?

- Sì; di solito, prima di essere inviati al cosmodromo di Bajkonur, arrivano alla Lavra della Trinità e di san Sergio, inizialmente si accostano alle reliquie di San Sergio, poi serviamo un Moleben nella chiesa di san Nikon, li aspergo di acqua santa e dono a ciascuno per il viaggio un dittico di icone con la Madre di Dio e il Salvatore, così come un piccolo vangelo.

Si sa che i cosmonauti da tempo hanno periodicamente visitato la Lavra della Trinità e di san Sergio, anche Jurij Gagarin è stato qui, però dopo il volo.

I cosmonauti hanno iniziato a venire più spesso alla Lavra. Abbiamo parlato. A volte, le conversazioni duravano otto ore. Con Vasilij Vasil'evich Tsibliev, Jurij Valentinovich Lonchakov, Fedor Yurchikhin, Yuri Gidzenko. Con molti. Il giorno dopo, appena svegli - ancora una volta otto ore di conversazione. In un primo momento, tanto discutevamo di questioni spirituali. A poco a poco, è venuta l'idea che i cosmonauti che si preparano a lavorare in orbita - quelli che lo desiderano - venissero alla Lavra: a pregare per il loro cammino, a ricevere la benedizione. Ma da chi? Dallo stesso Abba Sergio - l’igumeno della terra russa. E in tutto questo tempo, solo uno dei nostri cosmonauti si è rifiutato. E poi - sono arrivati ​​gli americani, e gli astronauti europei, e anche giapponesi e coreani. C’è stato un caso: è arrivata la prima donna cosmonauta coreana. Ho pensato che fosse buddista, e quando i ragazzi hanno ricevuto la benedizione, con tatto l’ho mandata a fare un’escursione. Ma poi mi si è avvicinata, ha tirato fuori una croce, me l’ha mostrata: "Io sono cristiana, batjushka. Mi benedica! " Quindi, a partire dal 2007, ho cominciato ad accompagnare tutti gli equipaggi che hanno volato nello spazio.

Se una persona nel mondo ha la possibilità di andare in chiesa, alla confessione, alla comunione, gli astronauti a bordo di una stazione orbitale sono dei diseredati. Com’è che questo si riflette su quelli che sono abituati a ricorrere regolarmente ai sacramenti sulla Terra? In realtà, tra i cosmonauti queste persone non sono poche...

Sì, per loro è difficile. Ma pregano. E poiché Dio giudicherà prima di tutto i nostri desideri ... Per esempio, se uno ha la possibilità di andare in chiesa e partecipare ai sacramenti, e non lo fa - questo è una cosa. Ma se questo non è possibile, a per questo prega, chiede aiuto, benedizioni, ci sarà comunque una grazia molto speciale a proteggerlo. Il Signore custodisce i cosmonauti che si rivolgono a lui. Ed essi si rivolgono al Signore il più possibile. Per esempio, so che Jurij Lonchakov, Fedor Jurchikhin, Sasha Samokutjaev, Valerij Korzun, hanno letto le preghiere del mattino e della sera durante il loro soggiorno sulla Stazione Spaziale Internazionale. Jurij Lonchakov ha fatto in tempo a studiare tutta la Bibbia da cima a fondo. Poi hanno condiviso le loro impressioni, che anche nello spazio, durante la lettura delle sacre Scritture, hanno chiaramente sentito la presenza di Dio. E purtroppo hanno ammesso che sulla Terra la sensazione si è persa rapidamente. Ci sono stati casi in cui persone non credenti hanno volato in orbita, e, vedendo la bellezza dell'universo, si sono rese conto che non poteva essere nato dal caos e hanno potuto sentire la mano di un Creatore sapiente. Questa presa di coscienza, per esempio, è venuta a Gennadij Manakov durante le passeggiate spaziali. Si è reso conto che un pianeta tanto speciale nell'universo non si poteva ottenere attraverso l'evoluzione. Per lui questa questione era risolta. E anche Onufrenko ha detto che, di ritorno da un ultimo volo, a 10 chilometri di altezza, si sono guastati i sistemi di paracadute. E ancora a 9 chilometri non funzionavano, e a 7 ...A questo punto ha iniziato a pregare, chiedendo a Dio di aiutarlo. E il Signore, naturalmente, lo ha ascoltato...

 

 

Quante volte ha "volato in assenza di gravità"?

Nove.

Come si sente per il fatto che la gente sta cercando di guardare sempre più verso la vastità dell'universo? Ed è anche alla ricerca di cosiddetti "pianeti extrasolari" - se non una seconda Terra, un pianeta molto simile alle nostre condizioni di vita su cui l'uomo potrebbe, in futuro, trasferirsi. Ma nella Bibbia non c'è traccia del fatto che le persone vivono da qualche parte oltre alla Terra... Vuol dire che queste ricerche saranno senza risultato?

Da nessuna parte si dice che una tale ricerca non sia lecita. Nella Scrittura c'è la storia di come il Signore ha creato l'universo. E a capo dell'universo in realtà ha posto l'uomo. Così, sa, la lotta verso le stelle, verso altri mondi - è insita in noi. Io credo che i misteri insondabili dell'universo che colpiscono le persone durante questa ricerca, le sue dimensioni e la sua diversità possono ancora una volta ricordarci la grandezza del Creatore, che ha creato tutto così sapientemente! E possono farci pensare, "Ma chi sei tu, se hai creato tutto così sapientemente? E chi siamo noi, se ci hai creati così? Dovremmo essere posti da Dio al controllo dell'universo. Siamo diventati mortali per i nostri peccati". Ecco dove abbiamo bisogno di andare. E, in generale, per la nostra fede non c’è assolutamente alcuna differenza - che al centro dell'universo ci sia la Terra o Marte o qualsiasi altro pianeta, che lo spazio sia curvo o ritorto ...

Che rapporto hanno la morale e il progresso tecnologico?

L'anziano Iosif ha detto: "La terra disprezza la terra, la terra si esalta al di sopra della terra, la terra umilia la terra". Tra noi c’è così tanta ostilità, e che cosa potremmo portare ad altri mondi? Su Marte sarà lo stesso. Ma perché? Chi ne ha bisogno? Io credo che il Signore non lo permetterà. C'è solo una condizione che potrebbe aiutare le persone a trovare la tecnologia per viaggi di lunga durata nello spazio - è il compimento dei comandamenti del Vangelo. Vivere il Vangelo. E allora Dio metterà tutto a posto. Penso che a Dio non dispiaccia nulla. A colui che è salito sulla Croce e si lasciato crocifiggere - non dispiace. Ho parlato con molti scienziati, e tutti hanno detto che se gli americani e gli europei non fossero in contrasto con i russi, ci saremmo già familiarizzati con tutto il sistema solare! Avremmo già navi veloci, protette da radiazioni solari e galattiche. Ma gli esseri umani sono scollegati. Questa guerra è già stata avviata ai tempi di Adamo quando Caino uccise Abele, e da allora siamo andati sempre peggio. E la morte si espande sempre più. Questa guerra è ancora nel cuore di ogni uomo. Siamo in guerra gli uni con gli altri, gli stati con gli stati...

Jurij Lonchakov ha portato con sé in orbita un pezzo delle reliquie di San Sergio?

Sì, le reliquie sono state sei mesi in orbita, Yuri Lonchakov è stato due volte con loro nello spazio aperto. Gli ho anche chiesto di benedire periodicamente con loro la Terra - la Stazione Spaziale Internazionale fa 16 giri al giorno intorno alla Terra - 16 processioni. Quindi fate i calcoli: queste reliquie hanno viaggiato mezzo anno, passando 16 volte al giorno attorno alla Terra. E Jurij mi ha detto che ha anche sentito vicina la presenza viva di san Sergio.

 

 

Di chi è stata l'iniziativa di inviare le reliquie in orbita?

Mia. Ho solo pensato che fin dai tempi antichi, i russi, i greci, e tutti i popoli ortodossi hanno cercato di fare processioni nei giorni di gravi prove - in giro per villaggi e città. E ora abbiamo l'opportunità di fare una processione attorno alla Terra!

E quali altri santi sono stati nello spazio?

Fedor Jurchikhin ha portato le reliquie dei martiri Teodoro Stratilate e Teodoro Tirone, e parte della bara di legno, dove si trovavano le reliquie di San Nicola, quando sono state trasferite a Bari. L’abate Beauvais, rettore della basilica di Bari, ci ha dato questo pezzo di legno. Dopo un volo ne abbiamo riportato una parte a Bari, e una parte l’abbiamo tenuta, come concordato. Ho dato ad Anton Shkaplerov le reliquie di san Pietro, metropolita di Mosca e di san Filippo, metropolita di Mosca. Sergej Volkov ha portato con sé in orbita le reliquie di sant’Afanasij (Sakharov). Anche queste per sei mesi. Maxim Suraev ha portato con sé in orbita una particella della Croce, e anche questa è stata in orbita per mezzo anno. Mi auguro che questa tradizione continui.