Il giornalista e divulgatore Aldo Cazzullo, firma storica de La Stampa e del Corriere della Sera, ripercorre alcune tra le vicende narrate dalla Bibbia ponendo l’accento sulla dimensione del racconto e sulla capacità che hanno le Sacre scritture di accendere l’interesse del lettore contemporaneo. L’autore, che si professa agnostico, si confronta dunque con il Libro non in un’ottica strettamente religiosa e ancor meno confessionale, privilegiando piuttosto una duplice chiave, narrativa e culturale. La storia di Adamo ed Eva, l’arca di Noè, la lotta di Giacobbe, la figura di Giuseppe; e ancora: la centralità di Mosè, i personaggi chiave della storia del popolo d’Israele, senza dimenticare le figure femminili – Giuditta, Ester, Susanna e molte altre – riguadagnano la freschezza del racconto, addirittura del romanzo secondo Cazzullo, una narrazione avvincente ed efficace che secondo l’autore vede in Dio l’assoluto protagonista: “È sempre Dio che crea, decide, parla, agisce. Gli uomini, anche i più grandi, anche Abramo, Noè, Mosè, Davide, ruotano attorno a lui, esistono perché esiste lui. Se lo seguono, prosperano; se lo ignorano, muoiono. La Bibbia è l’autobiografia di Dio”. Un’autobiografia che, oltre alla indubbia qualità narrativa e allo stile capace di parlare in profondità all’essere umano, ha avuto storicamente la funzione di testo fondativo, fissando le coordinate entro cui si è sviluppata una intera civiltà. Cazzullo insiste sul valore culturale della Bibbia, osservando come le sue figure più note hanno contribuito a plasmare l’immaginario della civiltà occidentale, come dimostrano innumerevoli opere d’arte, dipinti, sculture. Di grande interesse anche l’innesco del lavoro di Cazzullo, che parte da una vicenda personale dolorosa, narrata dallo stesso autore in apertura del libro: prendendosi cura del padre morente, il giornalista sente l’impulso a tornare alla fonte cui si sono dissetate generazioni e generazioni, “cert[e] dell’esistenza di Dio e dell’aldilà come del fatto che il sole sorge e tramonta”. Pur non appartenendo al mondo per cui la Bibbia era punto di riferimento indubitabile, Cazzullo afferma che il testo sacro ancora interroga e provoca i nostri contemporanei, e ci offre un ri-narrazione delle vicende bibliche ben consapevole del pericolo che corrono le generazioni future, per le quali è possibile che l’eterno presente della vita on line renda difficile accedere non solo alla certezza della fede ma anche al dubbio che mette in moto la ricerca sulla verità e sul senso della vita.
Il Dio dei nostri padri. Il grande romanzo della Bibbia
Autore scheda bibliografica tematica
Stefano Oliva
2024