Benvenuto DISF Educational !

Giuseppe Tanzella-Nitti
Giuseppe Tanzella-Nitti

I visitatori del Portale disf.org avranno ormai notato che da alcuni giorni campeggia in Home Page, ben visibile nella sidebar di destra, un bottone verde che rimanda ad una nuova piattaforma. Chi vi accede si rende subito conto che non sta più navigando in una delle tante rubriche del Portale, ma è entrato in un nuovo “mediterraneo”, uno spazio nuovo, ricco e tutto da esplorare. È un nuovo ambiente web che si presenta – come illustrano fin dall’inizio le righe di presentazione che accompagnano le sue pagine – esplicitamente dedicato alle Scuole Superiori. Entrati in DISF Educational ci si trova, appunto, in una nuova e articolata piattaforma, che consiste in un migliaio di nuove pagine, tutte caratterizzate dal nuovo logo e dal banner verde. Dopo 20 anni dalla sua messa on line, il sito disf.org, inizialmente concepito come appoggio per la pubblicazione del Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede edito da Urbaniana University Press e Città Nuova nel 2002 (per chi ne fosse interessato, ora disponibile in forma integrale in formato PDF), ha generato un “figlio” che si mostra già capace di camminare con le proprie gambe… Per la verità, l’interesse culturale sorto attorno al Dizionario aveva dato origine, nel 2005, ad un’altra attività, la Scuola di formazione interdisciplinare indirizzata a giovani studiosi, sisri.it, una realtà ormai affermata. Centinaia di giovani, desiderosi di arricchire i loro studi scientifici con una componente umanistica che fosse aperta anche alla riflessione teologica, vi hanno trovato fino ad oggi, e continuano a trovarvi, un valido aiuto.

Da cosa nasce l’idea della piattaforma Educational? In fondo, il portale disf.org già conteneva e contiene molto materiale che viene impiegato dagli studenti delle nostre scuole. I grafici delle statistiche di Google Analytics applicate ai nostri siti mostrano un chiaro picco durante le prove scritte degli esami di maturità (gli insegnanti non leggano queste righe, perché è segno che non tutti i telefonini e tablet finiscono nel cassetto del professore prima dell’esame…). Numerosi in questi anni i commenti positivi e gli apprezzamenti giunti dai docenti, che hanno da tempo arricchito le loro lezioni servendosi dei documenti pubblicati sul Portale. Eppure, c’era qualcosa che ancora ci sfuggiva… La grande quantità del materiale disponibile, organizzato in modo diverso da come le materie scolastiche lo avrebbero richiesto, e un target mirato soprattutto a studenti universitari, docenti e operatori della pastorale della cultura, rendeva difficile fruirne in modo organico sui banchi di scuola. Occorreva pensare a qualcosa di specifico, uno strumento che consentisse di aprire nuovi orizzonti al lavoro interdisciplinare partendo dalle domande che si pongono oggi gli studenti di scuola, impiegando i percorsi tematici della didattica scolastica.

Una volta affrontata la questione, il team del Centro DISF si rese subito conto che non bastava “riorganizzare” il materiale presente sui siti, ma occorreva progettare uno strumento nuovo, di concezione originale, che partisse dalle scuole e nelle scuole consentisse la graduale navigazione in un mediterraneo sicuro, senza che gli studenti naufragassero in oceani sconosciuti e troppo ampi (come lo stesso disf.org poteva involontariamente apparire). Ci siamo messi al lavoro e dopo due anni di preparazione il nuovo strumento ha finalmente visto la luce sul world wide web, ormai on line dallo scorso 22 ottobre. Nei prossimi mesi saranno caricati mensilmente ancora gli ultimi release, che completeranno tutte le rubriche nella primavera del 2022. Ovviamente si tratta, come sempre, di uno strumento dinamico, che godrà di aggiornamenti e arricchimenti continui. Anzi, la stretta interazione con i docenti di Scuole Superiori, favorita dalla presenza di opportuni spazi virtuali di lavoro comune, farà crescere la Piattaforma Educational verso direzioni e progetti difficili da prevedere, lasciando spazio a quella creatività che è tipica del lavoro sul web, capace di mettere in comune risorse, intelligenze e interessi.

Non sono le righe di questo Editoriale mensile il luogo ove descrivere le singole rubriche che compongono DISF Educational e come navigarci. Chi vi entra viene subito guidato da una grafica attraente e organicamente strutturata. Il visitatore esperto può, se lo desidera, affacciarsi alla sezione Introduttiva Il nostro Progetto e sfogliare le pagine della Guida all’uso delle rubriche. Ciò sarà sufficiente a dare un’idea della struttura portante della Piattaforma e delle sue finalità. Sappiamo che la videoteca eserciterà sul visitatore una prima notevole attrazione. Gli suggeriamo di cominciare dal primo filmato, Stupore e meraviglia, perché crediamo interpreti bene uno dei messaggi di fondo che desideriamo trasmettere. Poi, per curiosità, potrebbe far passare in rapida sequenza la rubrica delle Grandi Domande e fermarsi ad aprire quella che più lo intriga…

C’è ancora un elemento del Progetto che va messo in luce. Sebbene diretta a tutte le scuole, siano esse statali o paritarie, di ispirazione non confessionale oppure religiosa, la Piattaforma DISF Educational si propone di approfondire, come già il Portale disf.org, il rapporto fra cultura scientifica e pensiero cristiano. Troppo grande è stata l’influenza di quest’ultimo sulla storia dell’Occidente (e non solo) e troppo numerosi sono i riferimenti al cristianesimo nei programmi scolastici di storia, filosofia, letteratura, storia dell’arte, e talvolta anche di scienze, per ignorare personaggi e tematiche che hanno a che fare con la fede cristiana e da sempre si studiano sui banchi di scuola. Non va inoltre dimenticato che, per chi ne fa richiesta, nelle scuole italiane trova spazio l’Insegnamento della Religione Cattolica, il quale, impartito in modo innovativo e attraente, intercetta non poche delle risonanze interdisciplinari, filosofiche ed esistenziali, suscitate dalle altre materie di insegnamento. Per tutte queste ragioni abbiamo preferito mantenere il titolo con cui il Progetto prese corpo due anni or sono, “Orientare il rapporto fra pensiero scientifico e fede cristiana nell’insegnamento scolastico”, titolo con il quale ritenevamo allora di doverlo proporre in modo particolare alle Scuole di ispirazione cattolica.

Quel titolo e quella intenzione primigenia erano stati suscitati soprattutto da una inaspettata constatazione. Studi svolti dal gruppo di sociologia della religione diretto da Elaine Howard Ecklund della Rice University, Texas, avevano messo in luce che l’età in cui il pensiero scientifico e i risultati della scienza vengono visti per la prima volta come un ostacolo alla propria visione religiosa del mondo andava retrodatato all’età adolescenziale. Interrogati su quale fosse l’età in cui avevano lasciato le proprie convinzioni di fede, gli scienziati non credenti (circa un terzo del totale) rispondevano indicando l’età 14-16 anni, smentendo l’idea di partenza che fossero stati gli studi universitari scientifici o la ricerca scientifica sul campo a causare questo cambio di prospettiva. Era chiaro, in sostanza, che il luogo ove ciascuno forgia la propria visione della vita e raccoglie la sfida di far dialogare fra loro fede e ragione, oppure vi rinuncia perché lo ritiene impossibile, sono i banchi di scuola. Risultati tipici dell’ambiente US, da cui proviene la ricerca, qualcuno direbbe. E invece no, perché nel campione impiegato dalla Ecklund vi sono oltre 5.000 biologi e fisici di tre nazioni scelte: India, Italia e Stati Uniti [1]. La situazione, dunque, ci tocca da vicino ed è un fenomeno che si verifica nelle aule delle scuole italiane. È stato questo risultato empirico, lo confesso sinceramente, a stimolare il sottoscritto ad avviare questo nuovo Progetto proponendolo ai collaboratori del Centro di ricerca di Scienza e Fede. Come sempre, abbiamo cercato di condurlo privilegiando gli aspetti documentali, storici e scientifici, invitando i giovani ad andare più in profondità senza mai fermarsi ai luoghi comuni e al sentito dire. Gli ostacoli da superare sono, ancora una volta, la superficialità e l’ignoranza. E questo obiettivo, ne siamo persuasi, accomuna tutti, credenti e non credenti, umanisti e scienziati.

Anche se non è abituale in un Editoriale mensile, lasciatemi fare uno strappo alla regola e concludere con tanti sinceri ringraziamenti a coloro che hanno reso possibile mettere in campo questo nuovo, attraente strumento. La Conferenza Episcopale Italiana per il sostegno riservato al Progetto, in particolare l’Ufficio Nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università nella persona del suo direttore, Ernesto Diaco. I nostri autori e collaboratori, presenti in tutta Italia e qualcuno anche all’estero, i cui nomi non è possibile qui elencare, ma trovate accreditati in opportune pagine dei nostri siti; Stefano Oliva, che ha coordinato l’intero Progetto con competenza professionale e grande precisione; Michele Crudele, che ha indicato con la consueta lungimiranza le strade da percorrere, le soluzioni e le strategie informatiche da adottare; Giuseppe Murati, responsabile dei nostri servizi informatici, che ha pianificato con noi e costruito le diverse sezioni del sito, unendo la sua abilità tecnica alla sua competenza umanistica di laureato in filosofia; Giulia Capasso e Costanza Murgia, che hanno lavorato con intelligenza e con grazia nella redazione dei contenuti della piattaforma, fornendo idee e intuizioni sempre risolutive per il lavoro comune; Ivan Colagè che ha sapientemente armonizzato con la sua preparazione nelle life sciences le competenze del sottoscritto, spostate invece sulle scienze fisiche; i membri del nostro Consiglio Scientifico, ed in particolare Mario Gargantini, al quale spetta il merito di avere ideato e pubblicato, 30 anni fa, un libro, Uomo di scienza, uomo di fede (1991) che suggeriva l’idea di poter fare con le scuole quello che oggi DISF Educational si propone di fare grazie all’avvento del web. A tutti loro, e ai molti che non è possibile qui ricordare uno per uno, va il merito di aver contribuito a realizzare ciò che oggi è una realtà. Tutti insieme, e con l’aiuto di coloro che vorranno accompagnarci, continueremo a far crescere e a perfezionare questa piattaforma, affinché possa svolgere un buon servizio. Ci sentiremo ripagati se, attraverso di essa, i nostri giovani scoprissero non solo cosa fare da grande, ma anche cosa poter fare di grande. Buona navigazione a tutti!

 

Giuseppe Tanzella-Nitti

direttore del Centro di Ricerca DISF

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[1] D. Bolger, R.A. Thomson Jr., and E. Howard Ecklund, Selection versus Socialization? Interrogating the Sources of Secularity in Global Science, “Sociological Perspectives” (2019), 1-20, DOI: 10.1177/0731121419835507