1 novembre 2025

Il prossimo 1 novembre, solennità di Tutti i Santi, Leone XIV, nel quadro del Giubileo del Mondo Educativo, conferirà a san John Henry Newman (1801-1890) il titolo di Dottore della Chiesa.

Recava la data 31 luglio 2025 la nota della Sala Stampa della Santa Sede dove si annunciava che papa Leone XIV, in un incontro con il Prefetto del Dicastero per le cause dei santi, mons. Marcello Semeraro, aveva dato il suo consenso al conferimento di questo titolo. L’iter per il conferimento del titolo di dottore della Chiesa ha richiesto una valutazione collegiale, parte del lavoro di istruzione del Dicastero, come accade per i processi di beatificazione e canonizzazione, sebbene con una prassi più agile.

Se escludiamo la nomina di sant’Ireneo di Lione con il titolo “Doctor unitatis” voluta da papa Francesco nel 2022, gli ultimi dottori della Chiesa sono stati san Gregorio di Narek, nominato nel 2022 sempre da papa Francesco, e san Giovanni d’Avila (1499-1569) e santa Ildegarda di Bingen (1098-1179), nominati nel 2012 da papa Benedetto XVI.

A partire dal Novecento è la prima nomina di dottore della Chiesa di un teologo e studioso dell’epoca moderna. Dobbiamo infatti risalire a san Roberto Bellarmino (1542-1621), nominato dottore nel 1931 da Pio XI per trovare un caso analogo nella storia recente. John Henry Newman era stato beatificato il 19 settembre 2010 da Benedetto XVI a Bimingham (UK) e proclamato santo da Francesco a Roma il 13 ottobre 2019.

 

La notizia della decisione di Leone XIV riportata da Vatican News

Uno degli ultimi speciali del sito DISF dedicati a John Henry Newman

 


 

7 marzo 2025

Il Papa nomina tre nuovi membri della Pontificia Accademia delle Scienze: Jules A. Hoffmann, Masashi Mizokami e Tebello Nyokong sono i nomi scelti da Francesco. Il primo, Premio Nobel per la medicina nel 2011, proviene dall’Università di Strasburgo, il secondo è direttore del Genome Medical Sciences Project in Giappone, mentre la professoressa Nyokong, in Sud Africa, è a capo dell’Istituto per l’Innovazione nanotecnologica.

 


 

Buongiorno, e benvenuti.

Sono lieto di avere questa opportunità di salutare tutti voi, studenti e studiosi di varie parti del mondo che partecipate alla Scuola estiva della Specola Vaticana. Offro i miei oranti buoni auspici perché questa esperienza di vivere e studiare insieme non sia solo un arricchimento accademico e personale, ma aiuti anche a sviluppare amicizie e forme di collaborazione che non possono che contribuire al progresso della scienza al servizio della nostra unica famiglia umana.

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Papa Leone XIV durante l'Udienza concessa al Vatican Observatory il 16 giugno 2025 riceve in dono un volume dal direttore del Centro DISF.

La Scuola estiva di quest’anno è dedicata — così mi dicono — al tema Esplorare l’universo con il telescopio spaziale di James Webb. Senz’altro questo deve essere un momento entusiasmante per essere astronomi! Grazie a quello strumento davvero notevole, per la prima volta siamo in grado di scrutare nel profondo nell’atmosfera degli esopianeti, dove potrebbe svilupparsi la vita, e studiare le nebulose, dove si formano i sistemi planetari stessi. Con il Webb possiamo perfino tracciare la luce antica di galassie lontane, che parla dell’inizio stesso del nostro universo.

Gli autori delle sacre Scritture, scrivendo così tanti secoli fa, non hanno potuto beneficiare di questo privilegio. Tuttavia, la loro immaginazione poetica e religiosa ha riflettuto su come poteva essere stato il momento della creazione, quando “Le stelle brillano dalle loro vedette e gioiscono; egli le chiama e rispondono: ‘Eccoci!’ e brillano di gioia per colui che le ha create” (Baruc 3, 34). Oggi le immagini del James Webb non ci riempiono forse di meraviglia e, di fatto, di una gioia misteriosa mentre contempliamo la loro sublime bellezza?

Il team scientifico del Telescopio Spaziale ha lavorato duramente per rendere queste immagini disponibili al pubblico, cosa per la quale tutti noi possiamo essere grati. In modo speciale, però, tutti voi che partecipate alla Scuola estiva avete ricevuto le competenze e la formazione che vi possono consentire di utilizzare questo straordinario strumento per allargare la nostra conoscenza del cosmo del quale siamo una parte minuscola ma significativa.

Naturalmente nessuno di voi è giunto da solo a questo punto. Ognuno di voi fa parte di una comunità molto più grande. Pensate a tutte le persone che negli ultimi trent’anni hanno lavorato per costruire il Telescopio Spaziale e i suoi strumenti e a coloro che hanno lavorato per elaborare le idee scientifiche per la cui verifica è stato ideato. Oltre al contributo dei vostri colleghi scienziati, ingegneri e matematici, è anche grazie al sostegno delle vostre famiglie e di tanti vostri amici che avete potuto apprezzare e prendere parte a questa straordinaria impresa, che ci ha permesso di vedere in modo nuovo il mondo che ci circonda.

Pertanto, non dimenticate mai che ciò che fate è volto a beneficiare tutti noi. Siate generosi nel condividere ciò che apprendete e ciò che sperimentate al meglio delle vostre capacità e in qualsiasi modo possiate farlo. Non esitate a condividere la gioia e lo stupore nati dalla vostra contemplazione dei “semi” che, con le parole di Sant’Agostino, Dio ha sparso nell’armonia dell’universo (cfr. De Genesis ad litteram, V, 23, 44-45). Più gioia condividerete più gioia creerete, e così, attraverso la vostra ricerca della conoscenza, ognuno di voi potrà contribuire alla costruzione di un mondo più pacifico e giusto.

Con queste riflessioni, amici miei, vi ringrazio nuovamente per la vostra visita e vi assicuro delle mi preghiere per voi, le vostre famiglie e il vostro lavoro e su tutti voi invoco volentieri le benedizioni di Dio della sapienza e della comprensione, della gioia e della pace.

Che Dio vi benedica.

[benedizione, in inglese] Grazie.

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L'Osservatore Romano, Anno CLXV n. 138, lunedì 16 giugno 2025, p. 5.